Il Pubblico Ministero Gianni Caria ha chiesto 16 anni per l´appuntato algherese accusato di aver organizzato false operazioni antidroga tra il 2007 e il 2008
SASSARI - Innocenti arrestati solo per fare carriera. E ancora droga sistemata nelle loro case, nei luoghi di lavoro, e poi scoperta. Ma probabilmente era tutto falso. Tutto architettato per fare notizia e carriera. E così il Pubblico ministero del Tribunale di Sassari, Gianni Caria, ha chiesto 16 anni per l'appuntato algherese Francesco Silanos, arrestato nel
dicembre del 2008.
I fatti risalgono al 2007 e 2008. Col militare algherese era finito nei guai un disoccupato allora 42enne (già condannato con il rito abbreviato), trovato in possesso di ingenti quantitativi di droga nella sua abitazione di Sennori. Incalzato dagli inquirenti aveva riferito al sostituto procuratore della Repubblica di essere stato un confidente del Silanos e di essere stato "usato" per alcune operazioni. Con loro erano finiti coinvolti altri militari: per il maresciallo Leonardo Riu il Pm ha chiesto due anni di detenzione.
A fine ottobre parleranno le parti civili e i difensori dei due imputati, Maurizio Serra e Pietro Piras. Tutte le persone finite in cella ingiustamente per via dei falsi blitz, infatti, si erano da subito costituite parte civile nei confronti dell'appuntato di Alghero e degli altri imputati. La sentenza è attesa per metà novembre.
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