L’introduzione di sementi OGM sarebbe devastante e attiverebbe un processo irreversibile soprattutto per la Sardegna, un’isola con un ecosistema chiuso e con il 10% di biodiversità del Mediterraneo
CAGLIARI - «La contaminazione delle colture biologiche e convenzionali da parte degli organismi geneticamente modificati metterebbe a serio rischio l’agricoltura e la sicurezza alimentare di tutte le regioni italiane, ma per la Sardegna le conseguenze sarebbero a dir poco devastanti».
E’ quanto ha affermato Luigi Lai, responsabile dello Sportello Salute&Gusto di Cagliari del Movimento Difesa del Cittadino in collaborazione con Legambiente, che concorda con l’appello al ministro Alemanno e alle Regioni - avanzato da Consumers International durante il
convegno “Coesistenza, contaminazione e aree ogm-free: è a rischio la scelta del consumatore?” - affinché l’introduzione delle colture OGM venga affrontata con cautela.
«La Regione Sardegna finora si è tutelata dai rischi del transgenico firmando il 4 febbraio 2005 a Firenze la Carta delle Regioni e delle autorità locali d’Europa Ogm Free – spiega Luigi Lai - Ora con la conferma dell’arrivo a settembre delle linee guida in materia di coesistenza da parte del Ministro Alemanno che indirizzeranno le Regioni nell’emanazione dei piani regionali, il problema della contaminazione torna alla ribalta».
Secondo il responsabile a Cagliari dello Sportello Salute&Gusto, infatti, «l’introduzione di sementi OGM sarebbe devastante e attiverebbe un processo irreversibile soprattutto per la Sardegna, un’isola con un ecosistema chiuso e con il 10% di biodiversità del Mediterraneo».
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