La scelta per l'assegnazione del riconoscimento è stata dettata dal filo conduttore che ha segnato la sua vita: la lotta contro tutte le forme di dipendenza e la vicinanza alle persone che soffrono
SASSARI - «Per una vita spesa a promuovere la dignità e la libertà dei più deboli con professionalità e modestia, mettendo sempre al centro l'uomo amato, difeso, e accompagnato verso una nuova vita». Con questa motivazione è stato assegnato nella serata di lunedì il Candeliere d'oro speciale a Padre Salvatore Morittu.
Il candeliere d'oro e d'argento sono stati, invece, consegnati a Giovanna Farina e Giuliano Canu. I riconoscimenti risalgono al 1963 e vengono attribuiti, rispettivamente, ai sassaresi che da più lontano arrivano per assistere alla Faradda; e da più anni risiedono in un'altra città italiana.
Nel caso di Morittu, la scelta è stata dettata dal filo conduttore che ha segnato la sua vita: la lotta contro tutte le forme di dipendenza e la vicinanza alle persone che soffrono. Socio fondatore e presidente del Coordinamento delle Comunità sarde per i tossicodipendenti, nel 1998 ha fondato a Sassari la Casa Famiglia per i malati terminali di Aids, tutt'ora l'unica in Sardegna. Nel 2002 ha costituito e ancora presiede la cooperativa sociale Ariele per la gestione di servizi alle persone svantaggiate. Alla guida delle comunità affianca un'instancabile opera di sensibilizzazione sui temi del recupero, della prevenzione e dell'informazione nel campo delle dipendenze, diventando punto di riferimento per le istituzioni e per tutta la comunità sarda.
Nella foto: Padre Morittu
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