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Red 3 settembre 2005
“Soru non è Robin Hood, ma il mondo dello Sport non è la foresta di Sherwood”
Qualcuno, sostiene Chicco Porcu, ha paragonato Renato Soru a Robin Hood che toglie a ricchi per dare ai poveri. Sicuramente con le 2 delibere approvate e, quella in corso di approvazione, il mondo dello Sport non sarà in preda all’incertezza ed alla discrezionalità come i sudditi della foresta di Sherwood


CAGLIARI - È curioso come in questi giorni i commenti degli esponenti del centro destra in materia di sport si siano concentrati sull’unica delibera non ancora discussa in Giunta: quella riguardante le sponsorizzazione sportive che sarà presumibilmente approvata soltanto il prossimo 6 settembre. Evidentemente, sostiene Chicco Porcu consigliere regionale Progetto Sardegna, le altre 2 delibere approvate in materia di Sport e che hanno assegnato oltre 5 milioni di euro di risorse vanno bene così. E si tratta di provvedimenti importanti riguardanti tra l’altro l’attività giovanile, le manifestazioni sportive, l’attività scolastica, la ricerca e tutela sanitaria, la salvaguardia degli atleti sardi. Se, però, la delibera sulle sponsorizzazioni conterrà quanto anticipato dall’Assessore Pilia al Comitato per lo Sport previsto dalla legge 17/99, è probabile che alcuni esponenti dell’opposizione restino senza parole. Non si è, infatti, mai vista una Giunta che taglia di un terzo la quota da assegnare a propria discrezione e la assegna correttamente, evitando la solita bottega, alle sole 7 società partecipanti ai campionati delle discipline più seguite dai media, che mette sullo stesso piano le discipline maggiori da quelli minori esaltando la funzione sociale dello Sport a prescindere dall’attività praticata, che assegna un peso del 25% all’attività giovanile arginando il fenomeno della ricerca del titolo sportivo a tutti i costi attraverso l’importazione indiscriminata di atleti di altre regioni o di altre nazionalità. Questo comporterà un automatico ridimensionamento dell’importo della sponsorizzazione alle società professionistiche, che non sono enti di beneficenza e possono usufruire di ben altri canali di finanziamento, a tutto vantaggio delle discipline e società minori. Molte di queste potranno avere il segno più nei contributi assegnati nonostante le risorse disponibili siano nell’insieme circa il 25% in meno del 2004. Qualcuno ha paragonato Renato Soru a Robin Hood che toglie a ricchi per dare ai poveri. Sicuramente con le 2 delibere approvate e, quella in corso di approvazione, il mondo dello Sport non sarà in preda all’incertezza ed alla discrezionalità come i sudditi della foresta di Sherwood. Anche lo Sport potrà finalmente muoversi all’interno di regole certe e verso obiettivi chiari e coerenti con lo spirito della legge che riconosce lo Sport come “strumento di crescita culturale e civile della società”.
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