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S.A. 30 luglio 2013
Maria Pia a pagamento: idea Wwf
La denuncia sulle pessime condizioni del polmone verde di Alghero arriva dalla sezione algherese del Wwf che propone una gestione privata da affidare ad una cooperativa di giovani


ALGHERO - Una pineta di Maria Pia deturpata dai rifiuti. La denuncia - anche fotografica - arriva dalla sezione algherese del Wwf che nei giorni scorsi ha visitato il polmone verde di Alghero, all'indomani di «un banchetto di incivili». La necessità di porre rimedio alla situazione, purtroppo annosa, è l'obiettivo dell'associazione ecologista.

«Siamo convinti che sia giunto il momento della formazione di guardie ecologiche afferenti l’Azienda speciale Parco di Porto Conte e/o il Comune di Alghero con compiti di pubblici ufficiali in grado di presidiare ed eventualmente reprimere gli abusi e sanzionare gli incivili». «Preventivamente - spiega il presidente Carmelo Spada - si dovrebbe effettuare una valutazione del carico antropico sostenibile dall’ecosistema spiaggia-dune-pineta per poi consentire la possibilità di usufruire, con precise regole di comportamento, delle aree pic-nic (esistenti), docce, bagni (da realizzare) e con conseguente raccolta differenziata dei rifiuti».

Una gestione privata potrebbe essere la soluzione secondo gli ecologisti: «siamo convinti che la gestione, manutenzione e pulizia dei beni ambientali abbia un costo e per questo motivo si renda necessario far pagare un ticket in cambio di un servizio erogato magari da una cooperativa giovanile».

Nella foto: rifiuti in pineta
Commenti
5/5/2026
Fa sorridere – amaramente – leggere certi attacchi contro A-Mare a Calabona, soprattutto quando arrivano da chi oggi si scopre improvvisamente ambientalista. Ma dov’erano? Parliamoci chiaro: quella zona, per anni, è stata abbandonata a sé stessa. Non un paradiso incontaminato, ma un accumulo di degrado
4/5/2026
La vicenda A-Mare / Bagni del Corallo viene oggi raccontata quasi esclusivamente come una perdita economica e occupazionale: una società che non apre, una stagione compromessa, circa venti posti di lavoro a rischio. È una narrazione che colpisce sul piano emotivo e porta inevitabilmente la città a schierarsi con l’impresa, come se si trattasse dell’ennesimo caso di burocrazia che ostacola chi vuole lavorare



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