Ricostruiti dagli inquirenti tutti i movimenti: accertati dai militari almeno 39 chili di droga trasportati in tre distinti viaggi, all’interno di bombole da subacquei
SASSARI - I Carabinieri di Sassari e di Asti, questa mattina, hanno eseguito un’ordinanza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari traendo in arresto 4 persone e denunciandone in stato di libertà altre 4, con l'accusa (a vario titolo) di spaccio di stupefacenti ed estorsione. Le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Sassari avrebbero consentito di ricostruire i fatti, avvenuti fra il 2010 e il 2012, connessi ad un’attività di spaccio di hashish in città, proveniente da Asti.
Accertati dai militari almeno 39 chili trasportati in tre distinti viaggi, all’interno di bombole da subacquei. Due le persone coinvolte secondo gli inquirenti: Stellario Zangla, messinese di 25 anni (denunciata), e Roberto Parisi, astigiano di 50 anni (in arresto), che venivano in zona simulando di voler effettuare immersioni a relitti presenti a largo di Porto Torres. In realtà i due, che viaggiavano separatamente, una volta giunti a Sassari consegnavano la droga ad Ario Tommassetti (denunciato), un sassarese 24enne, con esperienza di lavoro ad Asti, dove aveva avuto modo di conoscere i compagni coinvolti nell’operazione di oggi e dove vive l’amico d’infanzia Riccardo Pinna (denunciato), 23enne, che si sarebbe occupato dello smercio.
L’attività di spaccio si sarebbe complica allorquando una partita di droga non viene pagata a quello che i militari indicano come fornitore di Asti, Manuel Deluca, 26enne pregiudicato (attualmente in carcere), che avrebbe cercato di rientrare in possesso dei soldi attraverso sua madre, Rosa Veneto 46enne (in arresto), che spalleggiata dal compagno 65enne, Giuseppe Careri (in arresto), che gli inquirenti hanno appurato gestire la contabilità dei traffici per conto del figlio ormai in galera, avrebbe iniziato a minacciare i due con telefonate (tra le altre cose la donna prospettava di raccontare tutto alle forze dell'ordine).
Il 24enne sassarese così, in grossa difficoltà economica, avendo perfino pagato la partita di droga - soldi poi sottratti da intermediari senza scrupoli - si convince a svendere la casa di famiglia per fare cassa. L’opera di convincimento e la necessità di far fronte in tempi brevi al debito con il pregiudicato di Asti, inducono la famiglia del Tomasetti a decidersi a svendere a metà prezzo (45.000 in luogo di 90.000 euro) un appartamento a Sassari, poi comprato dal compagno della madre di Riccardo Pinna (l'amico d'infanzia di Ario Tommassetti). Parte dei soldi (25mila euro) successivamente restituiti ad Asti (direttamente alla madre di Manuel Deluca).
Foto d'archivio
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