E´ la denuncia del deputato sardo Mauro Pili che ha preannunciato la decisione di non votare il Def se non ci saranno evidenti modifiche e integrazioni sulla Sardegna "tagliata" dal piano per le opere strategiche e prioritarie del governo
CAGLIARI - «Il documento economico finanziario 2013 che si deve votare domani alla Camera è l’ennesimo attacco alla Sardegna e alla coesione territoriale. L’allegato infrastrutturale del Def taglia totalmente la nostra regione dalle opere infrastrutturali strategiche del Paese perchè ribadisce la scelta del governo Monti di realizzare solo opere contenute nei quattro corridoi europei che escludono totalmente la Sardegna». E' la denuncia del deputato sardo Mauro Pili che ha preannunciato la decisione di non votare il provvedimento se non ci saranno evidenti modifiche e integrazioni sulla Sardegna.
Pili rimarca la necessità «che nel Def deve essere esplicitamente richiamata la Piastra euro logistica euromediterranea della Sardegna e inserita tra le opere strategiche e prioritarie del governo. Non si può accettare che per la Sardegna vengano richiamate solo cifre irrisorie del passato e vengano invece escluse categoricamente tutte le opere strategiche per il futuro solo perché non contenute nei corridoi europei». «Il documento di economia e Finanza ereditato dal governo Monti – conclude Pili - cancella la Sardegna dall’Italia e anziché lavorare per eliminare il peso del divario insulare lo rende incolmabile con scelte nefaste che violano la Costituzione e lo Statuto sardo».
Nella foto: Mauro Pili
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