Lo ha detto stamane il deputato sardo Mauro Pili che insieme al segretario regionale dell’Ugl Salvatore Argiolas e altri esponenti sindacali ha tenuto una conferenza stampa davanti al carcere di Buon Cammino per denunciare gli ultimi gravissimi atti firmati negli ultimi giorni dal Ministro della Giustizia
SASSARI - «Piante organiche con il trucco, mille agenti in meno rispetto al necessario nel sistema penitenziario sardo, pronti a sbarcare nell’isola 600 mafiosi, di cui 300 capimafia nel regime 41 bis, chiusura delle carceri di Macomer e Iglesias con il sovraffollamento di Cagliari e Sassari. Il sistema carcerario sardo è al collasso e il Ministero della Giustizia continua a pensare alla Sardegna come una vera e propria discarica penitenziaria nazionale. Un piano messo in atto con chi per facili carriere sta svendendo la Sardegna e il sistema penitenziario sardo a scapito dei lavoratori e della sicurezza».
Lo ha detto stamane il deputato sardo Mauro Pili che insieme al segretario regionale dell’Ugl Salvatore Argiolas e altri esponenti sindacali ha tenuto una conferenza stampa davanti al carcere di Buon Cammino per denunciare gli ultimi gravissimi atti firmati negli ultimi giorni dal Ministro della Giustizia.
«L’ultimo atto in ordine di tempo è di qualche giorno fa con la definizione delle nuove piante organiche. Per la Sardegna – sostiene Pili - è l’ennesimo gioco delle tre carte. Si parla di 5oo unità in più rispetto alla precedente dotazione, in realtà le vecchie piante organiche non prevedevano 4 nuove carceri di quelle dimensioni e conseguentemente si genera un vuoto in organico di 1100 unità tra il personale effettivamente impegnato e quello che sarebbe necessario in base ad un’analisi dell’ufficio studi dell’Ugl. Un dato prudenziale che non tiene conto della tipologia di detenuti pianificato per la Sardegna, proprio a partire dai 600 mafiosi destinati alle carceri sarde».
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