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Michele Cocchiarella 3 aprile 2013
Università, Medicina: occupazione a oltranza
Non si rassegnano i 53 studenti che chiedono l'immatricolazione nella facoltà di Medicina dell'università di Sassari


SASSARI - Hanno deciso di non rassegnarsi i 53 studenti che ieri hanno occupato la segreteria della facoltà di Medicina. Una decisione quest'ultima presa in seguito al mancato accoglimento della loro richiesta di immatricolazione. Gli studenti, che avevano sostenuto senza successo il test per accedere al corso universitario di Medicina e Odontoiatria, chiedono la matricola in seguito alla sentenza del Tar regionale del 15 marzo secondo la quale potrebbero essere iscritti in soprannumero. Ma c'è attesa perché l'Università di Sassari ha deciso di ricorrere in secondo grado al Consiglio di Stato. Questa mattina una delegazione dei 53 giovani ha incontrato il rettore e anche il presidente dell'Ordine dei Medici, Agostino Sussarello.

«Fermo restando il diritto dell'Università di fare tutto ciò che ritiene giusto, questi ragazzi hanno comunque una sentenza esecutiva del Tar e sarebbe una buona opportunità per l'ateneo immatricolarli» ha detto Sussarello. Ieri sera nel corso di un incontro con gli studenti, il rettore Attilio Mastino aveva ribadito la disponibilità da parte dell'ateneo sottolineando però che questo è comunque vincolato da norme di legge e alla decisione del Senato accademico e del Cda orientata verso il Consiglio di Stato; Mastino aveva inoltre spiegato che nel caso in cui il Consiglio di Stato si dovesse esprimere a favore degli studenti non ci sarebbero problemi per procedere all'immatricolazione. «Continuiamo l'occupazione almeno sino a domani» ha detto Antonio Pala, portavoce degli studenti. «Pare ci sia un'apertura, speriamo che si muova qualcosa».

«Siamo coscienti del fatto che è un diritto dell'Università andare in appello e che potremo perdere ma noi abbiamo un diritto di essere immatricolati e se dovessimo perdere ci prendiamo le nostre responsabilità» ha detto Marta Prestini, studentessa già laureata e originaria di Brescia. «Ieri durante l'occupazione ci siamo confrontati, è emerso che davanti a noi si è creato un muro. Vorremmo che oltre a pensare ai diritti dell'Università di andare in appello si pensi anche ai nostri diritti e che venga riconosciuta la sentenza» ha commentato Ottavia Roggero, studentessa di Scienze Biologiche al secondo anno.

Nella foto: gli studenti in protesta a Sassari
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