Nonostante la chiusura di bilancio in positivo, problemi di cassa per la società di gestione aeroportuale di Alghero a causa dei mancati trasferimenti regionali. Si tratta con l’Ue, intanto - stando così le cose - sarà difficile rinnovare il contratto che lega la low-cost irlandese al Riviera del Corallo. Grossi problemi di cassa
ALGHERO – Saranno decise le prossime settimane di marzo per capire la vitalità della Sogeaal, la società che gestisce l’aeroporto di Alghero, e con essa – probabilmente – il futuro turistico della Riviera del Corallo. Nonostante un bilancio sostanzialmente positivo, infatti, mancano dalla cassa svariati milioni di euro che inizierebbero a pesare profondamente sui conti, minando la stabilita economico-finanziaria della società totalmente partecipata dalla regione Sardegna (80,20% Regione e 19,80% Sfirs). Stando così le cose, a rischio si ritroverebbero gli stipendi dei dipendenti (nella peggiore delle ipotesi), ma soprattutto gli accordi commerciali più importanti potrebbero – già da subito – essere messi in discussione. C’è da rinnovare il contratto con gli irlandesi della Ryanair, che in mancanza di copertura economica rischia di saltare, con tutto quello che conseguirebbe in termini di movimentazione e indotto. Intanto molte aziende attendono di vedere liquidate prestazioni e forniture. Insomma, un mezzo disastro.
Uno scenario paradossale. Si, perché la Sogeaal si ritrova nell’assurda situazione di vantare grossi crediti (circa 9 milioni regionali già deliberati, a cui si aggiungono circa 14 milioni di fondi statali Cipe) proprio da chi ne detiene la proprietà, ossia la Regione. Il vero calvario ha inizio nel 2010, quando l’allora assessore regionale ai Trasporti, Liliana Lorettu, porta in giunta il provvedimento che - nelle intenzioni - avrebbe dovuto sbloccare i finanziamenti co-marketing alle società di gestione, mettendole definitivamente al riparo dall’Ue, che già indaga sulla libera concorrenza dei vettori negli scali sardi (Alghero in particolare). Niente di più sbagliato, perché una volta licenziato il provvedimento dall’esecutivo, la legge 10 del 2010 viene approvata dal Consiglio regionale con specifico riferimento al SIEG (servizio di interesse economico generale), salvo poi dare corso al principio dell'investitore in economia di mercato (PIEM), che porta gli uffici regionali a errate notifiche e passi falsi, che vengono ovviamente impugnati dalla Commissione europea, che riapre una nuova e più dettagliata indagine [
GAZZETTA]. Da qui un’altra serie di incomprensioni tra uffici che non consentono agli stessi dirigenti di sbloccare le somme a favore di Sogeaal, e portano perfino al blocco delle anticipazioni Sfirs (sui contributi dovuti). In pratica, nessuno a Cagliari si assumerebbe la responsabilità di firmare, nonostante un eventuale risultato negativo del procedimento dì infrazione da parte della Commessione (che arriverebbe tra anni e al quale è consentito ricorrere), determinerebbe la "sola" restituzione (da parte del vettore) delle somme eventualmente percepite.
Adesso la palla sembra passare dalla Sogeaal alla Regione. Perché se da un lato il Consiglio di amministrazione, l’assemblea dei soci, il collegio dei revisori e una società esterna hanno recentemente approvato e certificato il bilancio Sogeaal, dall’altra la stessa proprietà - così facendo - blocca qualsiasi operazione, condannando l’azienda (sua) a una lenta agonia. Perché anche il direttore generale Mario Peralda - che contattato da
Alguer.it, nel rimarcare la delicatezza del momento, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione o posizione ufficiale - non potrà fare altro che attendere i trasferimenti dalla Regione prima di onorare gli impegni con dipendenti, fornitori e compagnie. Problemi tutti sul tavolo dell’assessorato regionale – da oggi privo perfino dell’assessore Solinas (il
Psd’Az ha infatti ufficializzato il suo passaggio all’opposizione e la sua indisponibilità nel ricoprire ruoli nel futuro esecutivo) - e del Governatore Cappellacci, che nei prossimi giorni potrebbe essere a Bruxelles per capire come uscire dall’empasse con la Cammissione (il termine del 13 marzo per la presentazione delle osservazioni all’Ue, intanto, potrebbe essere prorogato). Quello che pare certo è che Regione e le tre società di gestione (tra cui Cagliari e Olbia) parleranno un’unica lingua a Bruxelles e potrebbero affidare l’incarico per rappresentarli ad un giurista esperto con sede in Belgio. Con la Commissione europea si profila, infatti, una battaglia dagli sviluppi incerti anche per Sogaer e Geasar (le due società di gestione sarde, oltre Sogeaal), nonostante si tratti di società partecipate da privati, e che avrà ripercussioni importanti per l’intero sistema dei trasporti europeo. Intanto nello scalo algherese crescono le preoccupazioni, con alcune sigle sindacali che annunciano mobilitazioni per scongiurare uno scenario di ridimensionamento dello scalo algherese. |
MARIO BRUNO |
TONINO BALDINO |
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