Insufficiente scolarizzazione, alto tasso di disoccupazione giovanile e femminile, oltre alla scarsa spesa in ricerca e sviluppo, rendono l´isola una delle regione più arretrate dell´europa, è quanto emerge dall´analisi delle Confederazioni dell´artigianato sardo
CAGLIARI – «La Sardegna è agli ultimi posti in Europa per la scarsa competitività del suo sistema socio-economico: addirittura il 75% delle regioni europee fa meglio della nostra, fanalino di coda soprattutto per la disoccupazione (in particolare giovanile e femminile), la scarsa scolarizzazione, la scarsa capacità di innovare, la cronica carenza di infrastrutture». E’ l’opinione di Bruno Marras e Francesco Porcu, presidente e segretario regionale di Cna Sardegna. Per questo la maggiore delle Confederazioni dell’artigianato sardo chiede alla Regione l’immediata apertura del confronto per la programmazione della spesa sulle cospicue risorse messe a disposizione dall’Unione Europea.
Il Quadro comunitario di sostegno 2014-2020 metterà infatti in circolo svariati miliardi di euro che dovranno essere indirizzati in maniera efficace per colmare il gap strutturale ed economico-sociale che finora ha impedito la crescita e lo sviluppo della Sardegna. «E’ necessario - continuano i vertici della Cna sarda - disegnare forme dell’intervento pubblico che garantiscano la maggiore efficacia possibile della spesa. Anche la struttura produttiva della nostra regione va incontro a profondi cambiamenti e la politica economica deve porsi il problema di come accompagnare questi mutamenti».
Da una recente indagine svolta dalla Cna emerge che solo un quarto delle regioni europee è meno competitiva della Sardegna. In Italia, l’isola si pone al di sotto di tutte le regioni del centro e del nord e sostanzialmente in linea con le altre regioni del mezzogiorno che mostrano grandi difficoltà a risultare competitive in Europa. Il sistema economico sardo è caratterizzato da bassissimi livelli di Pil pro-capite, grandissime difficoltà nel mantenere livelli di crescita significativi (anche rispetto a molte regioni del Mezzogiorno), e da bassissimi livelli di produttività (in Italia la Sardegna va meglio solo di Puglia, Sicilia e Calabria).
La scarsa competitività della Sardegna è infatti dovuta alla insufficiente scolarizzazione, che fa della nostra una delle peggiori regioni europee, paragonabile alle realtà più arretrate dell’Est Europeo. Ma anche alla spesa in Ricerca e Sviluppo, ampiamente al di sotto dei già bassi standard nazionali, o agli elevatissimi livelli di disoccupazione giovanile superiori rispetto alla stragrande maggioranza delle regioni europee.
Secondo Cna Sardegna, occorre che i fondi messi a disposizione dall’Unione Europea debbano essere utilizzati anche per colmare il gravissimo ritardo registrato dalla Sardegna in tutti gli aspetti legati alle innovazioni .Attendiamo di capire come la Giunta regionale intende tradurre questi obiettivi in una efficace programmazione delle risorse a disposizione – concludono i vertici di Cna Sardegna - e soprattutto vorremmo capire come sono stati effettivamente utilizzati in passato i fondi comunitari, quali progetti sono stati avviati in Sardegna e quanti posti di lavoro stabili e non fittizi sono stati creati.
Foto d'archivio
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