Oltre tre ore di confronto con l´unico obiettivo di condividere informazioni e affrontare insieme tutte le criticità legate al mondo carcerario
SASSARI - Oltre tre ore di confronto con l'unico obiettivo di condividere informazioni e affrontare insieme tutte le criticità legate al mondo carcerario. La Garante dei detenuti del Comune di Sassari, Cecilia Sechi dimostra tutto il suo apprezzamento al termine dei lavori del Tavolo congiunto sulle tematiche penitenziarie, convocato questa mattina a Palazzo Ducale, al quale hanno partecipato tutte le istituzioni coinvolte a vario titolo con la realtà carceraria: in particolare Patrizia Incollu, Direttore della Casa Circondariale San Sebastiano, Maria Paola Soru dell'area trattamentale, Monica Murino dell'area sanitaria, Grazia Florenzano ed Eleonora Stiffan del Serd; Bachiso Sanna, responsabile dell'Unità Operativa per la salute in carcere dell'Asl di Sassari, Antonio Doneddu dell' area contabile, l'ispettore Lupinu, Vice comandante dell'area sicurezza, Don Gaetano Galia, cappellano di San Sebastiano; Antonia Vertaldi, Riccardo De Vito e Gaetano Cao, rispettivamente Presidente e Magistrati di Sorveglianza di Sassari; Anna Maria Paola e Anna Porcu, direttrice e capo area dell'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Sassari; Gabriele Satta Presidente della Camera Penale di Sassari e Giuseppe Conti Vicepresidente dell'Unione Camere Penali Italiana.
I lavori sono stati aperti da un breve intervento del Sindaco, Gianfranco Ganau. Tutti i rappresentanti delle istituzioni coinvolte hanno manifestato l'esigenza di proseguire il percorso di confronto attivato con il primo incontro del tavolo che sarà aperto anche ad altre realtà del territorio, a seconda delle tematiche trattate. Tra i temi affrontati durante l'incontro, in particolare, quello legato alla necessità di impegnare in attività di socializzazione i detenuti all'interno delle carceri: la permanenza in una struttura carceraria di un detenuto inoperoso e privato di responsabilità e conseguente dignità, determina la possibilità di recidiva che oscilla dalle cinque alle sette volte maggiore, rispetto ai detenuti che invece sono impegnati in percorsi di studio, socializzazione e lavoro.
Il tavolo ha voluto porre l'accento anche sulla difficile gestione e - nella maggior parte dei casi - non efficace trattamento dei tossicodipendenti all'interno del carcere. E' necessario individuare comunità di cura e socializzazione che pongano sempre come condizione imprescindibile di questa particolare categoria di detenuti, il coinvolgimento in attività lavorative o formative. Così come rimane cruciale l'abuso della custodia cautelare nelle strutture penitenziarie e quello relativo all'accompagnamento dei detenuti maggiormente deprivati di risorse familiari ed economiche nel momento della loro uscita dal carcere. Nonostante le condizioni strutturali del carcere di San Sebastiano, attualmente, un gruppo di dieci detenuti segue un corso di digitalizzazione e archiviazione del materiale della vecchia colonia penale di Tramariglio, mentre un'altra decina di loro è impegnata nel lavoro esterno con rientro in carcere, presso lo stagno di Platamona.
Nella foto: un momento dell'incontro
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