Nel carcere di Tempio arrivano i bracci destro di Matteo Messina Denaro e Riina, insieme ai boss della mafia italo-americana: la denuncia del deputato Pdl Mauro Pili
CAGLIARI - «I detenuti sbarcati sabato all’alba nell’aeroporto di Cagliari per poi essere trasferiti a Tempio hanno nomi di primo piano e rendono quelle denunce una conferma senza attenuanti del pericolo per l’isola. E sabato prossimo sbarco di un’altra decina di pericolosi criminali. Obiettivo 150 mafiosi a Tempio nel giro di un mese».
La denuncia con interrogazione parlamentare è del deputato sardo Mauro Pili che attacca duramente il governo reo di trasformare la Sardegna in una vera e propria isola destinata ai più pericolosi detenuti mafiosi e camorristi. «C’è di tutto nel nuovo sbarco mafioso nell’isola – dice Pili. Uno dei bracci destro di Matteo Messina Denaro e di Totò Riina, uno dei boss storici con la funzione di ponte tra la mafia siciliana e quella americana, Schumi, il boss del narco traffico tra il Sud America - Venezuela e Colombia - i mediatori internazionali e l’America latina, i due bracci destro di Salvatore Lo Piccolo, il capo della cosca mafiosa più importante di Palermo».
«Si tratta – ha attaccato il deputato sardo – di un’aggressione senza precedenti alla Sardegna. Tutti sanno, e se non lo sapessero dovrebbero leggere le circolari del Ministero della Giustizia, che la concentrazione di questo tipo di detenuti non crea problemi interni alle carceri ma genera fenomeni di infiltrazione mafiosa all’esterno. Tutto questo in un’area ancora più sensibili delle altre, dagli investimenti pubblici in atto, la Sassari-Olbia, per non parlare di possibili investimenti turistici».«Occorre una sollevazione di popolo e delle istituzioni – conclude Pili - non si può subire una decisione così nefasta per la Sardegna. Occorre indignarsi e protestare ora perché dopo sarebbe troppo tardi».
Nella foto: Mauro Pili
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