Lo rende noto il deputato sardo Mauro Pili che ha sollevato il caso con una nuova interrogazione parlamentare
TEMPIO - «Blitz stamane nel carcere di Tempio. Trentasette detenuti all’alba sono stati urgentemente trasferiti nelle altre carceri sarde per liberare uno dei bracci del nuovo penitenziario gallurese. Si tratta dell’ennesimo atto dell’amministrazione penitenziaria che sta predisponendo la struttura di Tempio per accogliere gli affiliati della mafia e della camorra. I continui trasferimenti messi in campo in questi ultimi mesi denotano un obiettivo chiaro: trasferire nel carcere di Nuchis i detenuti dell’alta sicurezza. Un comportamento che conferma la gravità della decisione del Ministro della Giustizia di trasformare la Sardegna in una vera e propria cajenna di Stato».
La denuncia arriva dal deputato sardo Mauro Pili che ha sollevato il caso con una nuova interrogazione parlamentare. «Non si può continuare a gestire con tale pressapochezza la politica penitenziaria – ha detto Pili. Questo trasferimento mette in rilievo l’incapacità di fare scelte pianificate e rappresenta l’ennesimo tentativo di utilizzare un carcere sardo per concentrare su quella struttura detenuti pericolosi provenienti da altre carceri italiane. Nelle prossime ore da Palermo e Augusta giungeranno a Tempio decine di detenuti dell’alta sicurezza provenienti dai carceri siciliani. Si tratta dell’ennesimo piano di trasloco di detenuti mafiosi provenienti dalle carceri siciliane che punta a mettere sotto pressione l’intero sistema carcerario sardo ancora privo di personale sufficiente a governare l’apertura delle nuove strutture».
Sorprende, ed è di una gravità inaudita, il persistere sull’obiettivo di trasferire in Sardegna il più alto potenziale mafioso al quale si sommerà l’arrivo dei capi mafia previsto tra qualche mese nei carceri di Sassari, Nuoro e Uta - denuncia il deputato sardo. «Affermare e persistere nel considerare che il luogo ideale per trasferire i mafiosi è la nostra isola è grave e irresponsabile. Il tentativo di nascondere e agire con tale riserbo senza comunicare alle istituzioni locali questa nuova ennesima dislocazione mafiosa nella nostra isola è inaudito. Il rischio di infiltrazioni mafiose è scritto negli atti del ministero della Giustizia e chi tenta di ignorare questa situazione persegue interessi contrari a quelli della Sardegna e dei Sardi», conclude Mauro Pili.
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