Il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa, attacca, e il presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, Gianfranco ganau, risponde
SASSARI - «Com’era prevedibile, all’approssimarsi della scadenza del 28 febbraio quelli che non vogliono toccare le Province hanno iniziato l’offensiva. Il Cal continua a proporre la sua linea di prorogare, possibilmente all’infinito, l’attuale assetto, agendo di conserva col fronte conservatore del Consiglio regionale. Ma con l'abrogazione delle Province gli unici posti a rischio sono quelli degli amici e sodali di Capelli, Uras e compagni. Non avranno più prebende e dovranno rassegnarsi a non alimentare gli sprechi con le spese di questi enti totalmente inutili». Sono le parole del coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa.
«Il silenzio è d'oro, soprattutto se non si ha la coscienza a posto - prosegue Cossa - per questo Capelli e i suoi nuovi compagni farebbero meglio a tacere, visto che sono loro i peggiori conservatori che la Sardegna ha. Vogliono calpestare la volontà popolare, dopo che hanno fatto di tutto, impedendo l'election day l'anno scorso, per far sì che i referendum non raggiungessero il quorum. Ma gli è andata male, anzi malissimo, visto che i sardi, che di loro hanno la tasche piene, sono andati a votare e hanno fatto vincere i referendum per il taglio degli enti inutili. Quegli enti che hanno tra i propri alfieri proprio questi leader della conservazione e della restaurazione».
Pronta la replica del Cal. «Dispiace constatare che il consigliere Cossa preferisca cavalcare l’onda populista piuttosto che confrontarsi sul merito delle questioni poste. Il Cal col suo parere del 30 Novembre ha affrontato la questione del riordino delle Province sollevando dubbi concreti di legittimità». Così Gianfranco Ganau, presidente del Consiglio delle autonomie locali. «Il Cal - sottolinea - non vuole nessuna proroga infinita, chiede che enti regolarmente eletti vadano a scadenza di mandato e lo fa perché in caso contrario si andrebbe contro i principi costituzionali in materia. Dispiace realmente che un appello a cercare il confronto e un invito ad affrontare le possibili soluzioni per evitare le conseguenze negative del commissariamento diano spunto per la solita inutile polemica e contrapposizione».
Nella foto: Gianfranco Ganau, presidente Cal Sardegna
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