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S.A. 29 dicembre 2012
Carceri sarde sovraffollate, record 2012
Irrisolti i problemi di sovraffollamento nell’Istituto cagliaritano di Buoncammino dove si è toccato il massimo storico di 560 detenuti: lo dice Maria Grazia Caligaris, presidente di “Socialismo Diritti Riforme”


CAGLIARI - «Il 2012 si conclude senza sostanziali novità sul fronte carcerario in Sardegna. Irrisolti i problemi di sovraffollamento nell’Istituto cagliaritano di Buoncammino dove si è toccato il massimo storico di 560 detenuti contro 380 posti regolamentari e dove anche per le Festività, nonostante 53 permessi premio, sono state registrate 524 presenze (18 donne). Particolarmente difficile la condizione degli anziani ammalati, ricoverati nel Centro Clinico anche con letti a castello, e di Stefanina Malu, la nonnina di 79 anni, ancora dentro una cella della sezione femminile». Così Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”, anticipa un resoconto sull’attività del sodalizio impegnato sul fronte dei diritti dei reclusi.

«L’attività dell’associazione – sottolinea Caligaris – ha permesso di effettuare circa 500 colloqui e di accrescere ulteriormente i numeri dell’archivio con oltre 370 profili di cittadini privati della libertà con i quali sono stati intrattenuti rapporti diretti e/o epistolari e con segnalazioni da parte di familiari anche di detenuti sardi reclusi in Istituti della Penisola. L’impegno profuso tuttavia non è bastato a colmare la solitudine di una sessantina di persone che, lontane dai parenti o abbandonati, non effettuano colloqui e sono privi di alcun sostegno».

«Anche quest’anno – ricorda Caligaris che ha effettuato con il segretario Gianni Massa e alcuni soci diversi sopralluoghi nella nuova struttura – è trascorso inutilmente per quanto riguarda la consegna della nuova mega struttura carceraria in fase di realizzazione nel territorio di Uta. Anzi si sono acuiti i conflitti di carattere sindacale per il mancato regolare pagamento dei salari ai lavoratori da parte dell’impresa “Opere Pubbliche. Neppure la visita del Ministro della Giustizia Paola Severino è riuscita a rimuovere gli ostacoli che impediscono di portare a termine in tempi certi la Casa Circondariale che ospiterà 650 detenuti, 90 dei quali in regime di “41 bis”. A questi ultimi è vietato guardare la tv, parlare con altri detenuti, leggere, scrivere, uscire dalla cella. E’ concessa una sola visita al mese per i familiari attraverso un vetro e il tramite di un telefono».

«Insoddisfacente il numero degli Agenti di Polizia Penitenziaria che, in una realtà complessa, sovraffollata e delicata come quella della Casa Circondariale di Buoncammino svolgono – evidenzia la presidente di SdR – un irrinunciabile ruolo di mediazione e favoriscono quel dialogo in grado di ridurre il rischio di atti di autolesionismo e reazioni inconsulte. Il permanere della carenza di 60 persone in divisa rischia di avere risvolti umani e della sicurezza particolarmente critici». In fase di assestamento ma non ancora a regime – conclude Caligaris – il passaggio della Sanità Penitenziaria all’Azienda Sanitaria Locale n. 8. «Si è registrata, nonostante tutto, una notevole difficoltà a garantire un livello di assistenza accettabile e i detenuti per diverse settimane sono rimasti privi di figure professionali indispensabili come il chirurgo, il dentista, l’otorino e il cardiologo. E’ peraltro ancora irrisolto il problema degli operatori socio-assistenziali (Oss) incaricati di accudire i detenuti con particolari disabilità o costretti a muoversi con la sedia a rotelle in occasione delle visite e/o dei ricoveri in ospedale o per recarsi in Tribunali per le udienze»
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