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Antonio Sini 2 giugno 2005
Cantina Santa Maria La Palma: si continua a crescere
Sono in progetto lavori per milioni di euro, a breve partiranno i lavori per la seconda fase di ristrutturazione dell’Enopolio. Vini di punta sono “Aragosta” e “Bombarde”, sul mercato trionfa anche il “Cagnulari”


ALGHERO - La Cooperativa vitivinicola di Santa Maria La Palma di Alghero è stata fondata nel 1959 dagli assegnatari dell’ETFAS. Da allora è diventata una realtà del tessuto economico dell’agro di Alghero che si proietta con determinazione verso la conquista di un mercato di nicchia, promuovendo prodotti tipicamente locali di qualità. E’ una realtà tutto sommato “giovane”, ma con una storia peculiare che riguarda la riforma Agraria in Sardegna e il Italia, fatta dallo stato Repubblicano post guerra. La crescita della struttura dell’Enopolio Cantina di Santa Maria La Palma è avvenuta in maniera costante e graduale rispetto alle esigenze lavorative che man mano si presentavano. «Ci sono in atto tutta una serie di azioni volte ad aprire la nostra cantina all’esterno» afferma il Presidente Salvatore Masala. «Noi siamo fra i soci fondatori dell’Associazione Turismo del vino, che promuove diverse manifestazioni, fra le quali “Cantine aperte”, ma sino a questo momento non abbiamo aderito alla manifestazione solo perché la struttura attualmente non offre spazi disponibili
per il visitatore».
Avete in atto progetti migliorativi?
«Certamente, è in atto un progetto di ristrutturazione complessivo dell’Azienda. Sono stati realizzati impianti della recinzione e prima lavorazione delle uve, rientranti nel P.O.R. misura 4.10, per un importo di 1.300.000 €uro. A breve - continua Masala - partiremo con la seconda fase del progetto (P.O.R misura 4.10), per un importo complessivo di 2.400.000 €uro, che ci consentirà di realizzare e ristrutturare parti importanti dell’Enopolio. Si interverrà sulla recinzione fronte strada, rifacimento del piazzale, nuovo impianto di imbottigliamento, uffici amministrativi, per fare alcuni esempi».
Avete rapporti con il flusso turistico locale?
«Stiamo concentrando tutte le nostre disponibilità per promuovere il nostro prodotto nel mondo, facendolo passare attraverso la città di Alghero. E’ un binomio - continua Masala - che deve viaggiare di pari passo, è quindi fondamentale stabilire rapporti organici con tutti gli operatori del settore, ovvero agriturismo, ristorazione, alberghi».
Programmi sicuramente ambiziosi, ma conoscendo le tradizioni, la “tenacia contadina” dei soci della cantina vitivinicola, abbiamo buone ragioni di credere che il futuro di questa importante realtà è sicuramente roseo. Nel territorio di Alghero abbiamo la presenza di importanti aziende vitivinicole, con un patrimonio viticolo di oltre 1500 ettari, metà dei quali, 700 circa, appartengono al patrimonio della Cantina S. M. La Palma, nella piana della Nurra a pochi chilometri da Alghero. La peculiarità di questa realtà, è bene ricordarlo, è la presenza di una cooperativa formata da oltre 400 soci, quindi altrettante imprese-famiglia, che da sempre hanno creduto nella coltivazione della vite. Negli ultimi 12 anni si è proceduto a far il rinnovo di oltre 300 ettari di nuovi impianti, con sistemi e tecniche nel settore all’avanguardia, con investimenti per ettaro di circa 20 mila €uro, a quasi totale carico dell’impresa-famiglia. Il reddito per ettaro al lordo è attualmente di oltre 10 mila €uro .«Con orgoglio - precisa il Presidente Salvatore Masala - posso affermare che da oltre due anni abbiamo arricchito la gamma dei nostri vini, e oltre al famoso “Aragosta” e “Bombarde”, è presente sul mercato anche il “Cagnulari”, un vitigno autoctono del nostro territorio, che abbiamo riscoperto impiantandone alcune decine di ettari, che trova favorevole riscontro sia da consumatori nonché da esperti in materia».


Nella foto: Salvatore Masala
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