Lo sottolinea Marco Tedde (all´indomani dell´incontro tra il sindaco e Pietro Fanile) tra i primi ad impegnarsi fattivamente per ricercare soluzioni alla paventata chiusura della sezione algherese del Tribunale
ALGHERO - «Apprendiamo con soddisfazione che il Sindaco Lubrano, anche se in forte ritardo, ha
incontrato il Presidente del Tribunale di Sassari Dott. Fanile. Ci dispiace, invece, che i risultati dell’incontro - aldilà delle cortesie istituzionali - non siano significativi posto che il Presidente non ha mostrato la volontà di revocare il suo decreto del 17 settembre col quale disponeva che a decorrere dal 13 settembre tutti gli affari già di competenza del Tribunale di Alghero "iscritti o pervenuti dopo tale data......o per i quali non sia stata ancora fissata udienza" rientrano nella competenza del Tribunale di Sassari. Tant’è che il Consiglio dell’Ordine Forense di Sassari ha deciso di impugnare davanti al Tar il provvedimento». Lo sottolinea Marco Tedde, tra i primi ad impegnarsi fattivamente per ricercare soluzioni alla paventata chiusura della sezione algherese del Tribunale.
«Altro motivo di soddisfazione - precisa Tedde - è relativo al fatto che il Sindaco ha fatto propria la proposta che facemmo a settembre dello scorso anno al fine di lavorare sull’applicazione dell'art. 8 del D.L.vo 155/2012, che riteniamo offra il destro per frenare il processo di "desertificazione" della presenza dello Stato in questo territorio nell'attesa di tempi migliori per un'azione più incisiva. La norma consente al Ministro della Giustizia - sentiti il presidente del tribunale, il consiglio giudiziario, il consiglio dell'ordine degli avvocati di Sassari e l'amministrazione di Alghero - di disporre che vengano utilizzati a servizio del Tribunale, per un periodo non superiore a cinque anni dal 12 sett. 2013, data da cui decorre l'efficacia del D.Lvo 155/2012, gli immobili di proprietà comunale - ristrutturati con risorse della Cassa Depositi e Prestiti - adibiti a servizio degli uffici giudiziari e delle sezioni distaccate soppressi».
«Con spese di gestione e manutenzione degli immobili a carico del Comune, come già oggi, di fatto, accade. Sostenevamo la tesi – sposata anche dal Consiglio Comunale - che una decisione di questo tipo consentirebbe di mantenere un presidio della giustizia ad Alghero, che continuerebbe a funzionare col personale oggi in servizio. E oggi ne siamo ancora più convinti. L’auspicio è che questa strada venga percorsa con grande determinazione amministrativa. E’ evidente che allorché viene ascoltata la voce dell’opposizione emergono spunti tecnici e politici che rendono più agevole l’amministrazione della cosa pubblica», conclude l'ex sindaco Marco Tedde.
Nella foto: Marco Tedde
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