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Fabio Fogu
31 maggio 2005
Guerra civile, una storia da condividere
Il giornalista Pasquale Chessa ha presentato il suo ultimo libro nella sala congressi dell’Obra Cultural

ALGHERO - «Una puntigliosa ricostruzione della storia. Al di là della memoria di vinti e vincitori». Così il giornalista e storico algherese Pasquale Chessa ha introdotto, nella sala congressi dell’Obra Cultural, il suo ultimo libro: Guerra Civile 1943-1945-1948. La storia della guerra vista e analizzata attraverso immagine inedite «che consentono al lettore di entrare sottopelle alla realtà e vedere cosa realmente è accaduto in quegli anni» ha ribadito Chessa. Il libro si apre con una presentazione del giornalista Gianpaolo Pansa e continua con una lunga introduzione, divisa in venti paragrafi. Una lunga analisi sul conflitto, sulle ragioni che hanno spinto l’autore a rivisitare in modo imparziale quanto accaduto negli anni della guerra, ma anche in quelli immediatamente successivi, fino alla nascita della Costituzione nel 1948. Alla base dell’opera c’è la necessità di scoprire una storia unica, condivisa. Uguale per entrambe le parti, distaccata dal pensiero politico, sia questo filopartigiano o filofascista. Per fare ciò, l’autore si serve delle immagini, ma anche delle parole. Quelle che accanto alle illustrazioni raccontano tante piccole storie tutte parte di un’unica grande verità. Uno sguardo al passato che, come sottolinea il giornalista Gianpaolo Pansa nella prefazione, «rompe il silenzio di comodo» senza negare quanto «realmente è accaduto». Entrambi, fascisti e partigiani, appaiono vittime e artefici della ferocia ideologica che caratterizza il conflitto che scoppia in Italia. È uno scontro «ad personam» che evolve nei quartieri delle città: tra amici, parenti e vicini di casa. Persone che parlano la stessa lingua. Non può non essere una guerra civile. Qui probabilmente la scelta di un titolo così forte. «Un titolo che individua il tema della polemica tra i due schieramenti» ha confermato Claudio Montalto durante la sua breve presentazione del libro di Pasquale Chessa. Una polemica incentrata su un concetto, guerra civile, mal visto da chi lo ha sempre attribuito alla destra e ha sempre visto in esso un tentativo di attribuire un’accezione negativa alla Resistenza.
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