Evidenti problemi per la clientela a causa del ridimensionamento dei voli da e per Alghero. La storia di due genitori con una bambina di 6 mesi da operare al cuore nella capitale lombarda con biglietti e prenotazioni hotel da rifare
ALITALIA - Nella schermaglie tra l'Alitalia e la Regione a rimetterci sono naturalmente i clienti-cittadini, soprattutto di Sardegna. Ciascuno con la propria storia da raccontare: un problema di salute, un viaggio di piacere o un impegno di lavoro. E il leit motiv è sempre lo stesso: si ritorna indietro di decenni nei collegamenti aerei (e non solo) da e per l'Isola. Che si tratti di Alghero, Cagliari o Olbia i disservizi si rincorrono.
La continuità territoriale langue, così come i voli per il "Continente": stop a Torino e Bologna, calano Roma e Milano. Addirittura nella capitale lombarda la tratta non è più garantita quotidianamente dall'ex compagnia di bandiera, ma solo a giorni alterni. Semaforo verde solo il lunedì, il mercoledì e il venerdì; non si viaggia nemmeno più il sabato e la domenica. La classe politica sarda pare si svegli da un brutto sogno all'improvviso, quando il problema è una continuità farsa, ma oggettivamente reale e fallimentare.
L'utenza si addossa i disagi, anche i più delicati quando si parla di salute e sanità. Come nel caso di una giovane famiglia algherese, due genitori e una creatura di appena sei mesi che dovrà essere operata a Milano per un delicato intervento al cuore. I biglietti già fatti per i primi di novembre - l'operazione è stata fissata tra il 6 e il 10 - l'hotel già prenotato, e tutto da rifare perchè dall'alto (ma non il cielo) hanno preso decisioni che forse "noi" umani non potremo capire, ma dobbiamo comunque subire.
Foto d'archivio
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