La continuità territoriale aerea da e per la Sardegna nella bufera. L'Alitalia non potrebbe continuare a volare sui cieli sardi nelle rotte tra Cagliari e Alghero con Roma e Milano soggette a continuità territoriale, eppure nessuno ha sanzionato questi fatti
ALGHERO - «L’Alitalia è fuori legge, non ha firmato le convenzioni per la continuità territoriale e l’Enac mette per iscritto la sentenza: non ha l’autorizzazione ad atterrare e decollare dall’aeroporto coordinato di Cagliari. In una lettera che doveva restare riservata si parla delle sanzioni ma anche della loro omissione. Tutto ciò è scandaloso, non più tollerabile. Siamo nel pieno dell’illegalità con tanto di complici istituzionali che coprono i soprusi delle compagnie aeree ai danni dei sardi e della Sardegna. E’ ora di fare luce su questa vergognosa gestione della continuità territoriale e per questo motivo nella giornata odierna consegnerò un esposto alla Procura della Repubblica di Cagliari e alla Procura della Corte dei Conti della Sardegna con tutti i documenti in mio possesso». Lo ha annunciato stamane (lunedì) in una conferenza stampa il deputato sardo Mauro Pili che con documenti alla mano ha denunciato quello che ha definito «un vero e proprio far west dei cieli dove comandano le compagnie aeree che condizionano e ricattano tutti e a tutti i livelli». Il cuore dell’accusa di Pili è tutto contenuto in due lettere dell’Enac, una del direttore generale Alessio Quaranta e una del direttore centrale dello sviluppo economico dell’Ente preposto al governo del traffico aereo.
Il primo a denunciare il far west è il direttore generale dell’Enac Alessio Quaranta che scrive: “
i vettori che operano non hanno più accettato espressamente secondo le previsioni del decreto di imposizione le condizioni previste, gli operativi non corrispondono a quelli indicati nell’allegato tecnico del decreto di imposizione, le fasce orarie non sono rispettate, ecc.”. Ed è lo stesso Direttore Generale ha disporre gli obblighi per le compagnie in regime di prorogatio: “
Ciò comporta ovviamente che, per la prosecuzione dei servizi, così come previsto nei decreto di imposizione del 2007, i vettori dovranno procedere ad una nuova accettazione delle condizioni previste entro il mese di agosto e rispettare le condizioni accettate e gli operativi dei voli”.
A comunicare che la situazione sta precipitando è il direttore centrale Sviluppo Economico l’avv. Fabio Marchiandi, responsabile delle gare e delle relative convenzioni che il 4 giugno 2012 scrive alla Direzione Generale del Ministero dei trasporti e alla Regione Sardegna per segnalare la mancata accettazione da parte dei vettori della proroga: “
Alla data odierna non si ha notizia di alcuna abrogazione dei nuovi oneri da parte di codesto Ministero nè di alcuna accettazione da parte dei vettori di cui trattasi.”; E poi nella stessa lettera il direttore scrive: “
La situazione di incertezza che si è venuta a creare non consente all'Enac di procedere all'assegnazione degli slot di continuità territoriale in favore dei vettori i quali, dal 1° giugno scorso, stanno comunque effettuando i voli secondo l'operativo della scorsa omologa stagione di traffico senza la dovuta autorizzazione. I vettori in questione quindi, ponendosi in violazione dell’art.07 del C.d.N., risultano essere soggetti all’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste dal D.Lgs n. 172/07 per l'atterraggio ed il decollo senza il preventivo ottenimento delle bande orarie”.
«Alitalia insomma – secondo Pili - ha effettuato dall’aeroporto coordinato di Cagliari dal 1° giugno ad oggi una media di 18/20 voli giornalieri (tra atterraggi e decolli) per complessivi 2340 voli. Tutto questo era vietato perché secondo l’Enac l’Alitalia era priva di autorizzazione. Basti pensare che il decollo o l’atterraggio senza autorizzazione all’utilizzo delle bande orarie è punito con una sanzione di 100.000 euro. Si tratta di cifre rilevantissime - sostiene Pili - che sono state omesse all’erario e che non risultano elevate nei confronti di Alitalia Cai. La mancata, palese e reiterata, firma delle convenzioni aggiuntive di proroga con una dichiarata indisponibilità alla sottoscrizione rappresenta – ha sostenuto Mauro Pili - di per sé un elemento che renderebbe, da solo, inconfutabile la possibile omissione d’atti d’ufficio, il favoreggiamento e l’abuso d’atti d’ufficio, oltre all’evidente danno all’erario».
Nella foto: Mauro Pili ad Alghero
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