Lo ha denunciato stamane in un’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia il deputato sardo Mauro Pili che riporta gli elementi di dettaglio di un’operazione che dovrebbe scattare già nei prossimi giorni
ALGHERO - «Settanta tra camorristi, mafiosi, trafficanti internazionali di droga già dal 10 ottobre prossimo sbarcheranno in Sardegna. Meta il nuovo carcere di Oristano che sarà aperto nella prima settimana di ottobre con il trasferimento dei detenuti dal vecchio carcere di piazza Mannu. Si tratta di un vero e proprio blitz del Ministro della Giustizia che ha dato disposizioni per un sbarco senza precedenti in Sardegna di criminali legati alle più pericolose organizzazioni a delinquere. Un atto gravissimo predisposto nel silenzio che conferma l’intenzione di trasformare la Sardegna in una vera e propria cayenna di Stato, considerato che il Dap ha già comunicato che i detenuti di Alta sicurezza diventeranno ad Oristano 125. Un trasferimento che deve essere respinto in tutti i modi proprio perché si tratterebbe di una deportazione malavitosa in Sardegna ingiustificata e spropositata».
Lo ha denunciato stamane in un’interrogazione urgente al Ministro della Giustizia il deputato sardo Mauro Pili che riporta gli elementi di dettaglio di un’operazione che dovrebbe scattare già nei prossimi giorni. «Il carcere di Massama - dice Pili - sarà aperto nella prima settimana di ottobre, il sette, con il trasferimento dei 117 detenuti del Carcere di piazza Mannu. E poi dalla settimana successiva l’arrivo dei nuovi “ospiti”, provenienti dalle carceri delle altre regioni italiane. Si tratta di una decisione già trasmessa con atti interni alle rispettive carceri di provenienza dei detenuti mafiosi, camorristi e trafficanti internazionali di droga». «La destinazione ad Oristano di settanta detenuti di alta sicurezza, dei livelli 1 e 3, è un problema non solo logistico - sostiene Pili - ma proprio di una scelta inopportuna, grave e non gradita dalla Sardegna e dai sardi».
«Scaraventare ad Oristano i detenuti più pericolosi in circolazione nel nostro Paese, ai quali si aggiungerà oltre un terzo di detenuti del 41 bis, con i 180 posti che saranno ricavati tra Sassari, Cagliari e Nuoro significa aver ridefinito il ruolo della Sardegna nello scacchiere penitenziario nazionale. Sin dall’inizio si era percepita la retrograda posizione del Ministro che attribuisce alla condizione insulare un fatto di vantaggio per la gestione detentiva dei carcerati. In realtà – sostiene Pili – questa idea di cayenna di Stato alla quale si ispira questo Ministro per rifunzionalizzare le carceri sarde è la visione più becera che si possa avere della politica penitenziaria. L’articolazione naturale è che ognuno governi il proprio quantitativo di detenuti, senza steccati, ma nemmeno con la dislocazione massiccia in un’unica regione».
Commenti