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Red
18 maggio 2005
Allo scientifico presentazione del libro “Antonio Simon Mossa ad Alghero”
Quanto l’architetto Simon ha dato ad Alghero è ancora ben visibile, basti pensare ad alcune delle icone della nostra città, come la cupola policroma di San Michele o l’Escala del Cabirol, a molti altri edifici pubblici

ALGHERO - Giovedì 19 alle ore 11.00 presso l’Auditorium del Liceo Scientifico si presenterà il libro “Antonio Simon Mossa ad Alghero” di Raffaele Sari, edito dalle ”Edizioni del Sole”. Interverranno, oltre all’autore prof. Raffaele Sari, il Preside Antonello Colledanchise, il prof. Carlo Sechi e Claudio Calisai. Quanto l’architetto Simon ha dato ad Alghero è ancora ben visibile, basti pensare ad alcune delle icone della nostra città, come la cupola policroma di San Michele o l’Escala del Cabirol, a molti edifici pubblici come l’Ospedale marino e l’aerostazione civile, o ai caratteristici ed ammirati alberghi della nostra costa, dall’hotel El Faro al Baia di Conte. Antonio Simon nasce nel 1916 a Padova da una famiglia dell’alta borghesia sassarese, con illustri e nobili origini d’entrambi i genitori. Architetto di grande fama, ma anche giornalista, ideologo sardista, paladino della cultura sarda ed algherese, appassionato di cinema e di archeologia, poeta e pittore, sempre con risultati di grande qualità, di valore assoluto. Simon progettò, si diceva, ma sempre con un occhio di riguardo per l’ambiente, per la nostra macchia mediterranea, per le nostre coste. In un’epoca in cui l’ecologia muoveva i primi passi Simon Mossa cercava di tutelare i tesori ambientali con il piano regolatore del 1959 e poi intervenendo poco prima di morire, nel 1971, per difendere le coste della litoranea per Bosa. Poteva diventare ricco: sarebbe stato sufficiente eseguire gli ordini dei palazzinari dell’epoca, ma non lo fece. Addirittura, chiamato negli anni sessanta alla progettazione dei primi nuclei abitativi della Costa Smeralda, rifiutò di proseguire la collaborazione con Karim Aga Khan quando si accorse che la speculazione edilizia andava a tutto danno del paesaggio. Recentemente ad Antonio Simon Mossa, architetto sassarese, è stata dedicata una via: quella via che un tempo era nota come “la Bretella del Carmine”.
Nella foto: la cupola di San Michele
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