Soddisfatto il direttore generale Sogeaal per il piano-aeroporti del ministro Passera che ridimensionerà gli scali in tutta Italia. Alghero conferma la vocazione low-cost e scommette sul futuro
ALGHERO - «Ottimo». E'il commento di Mario Peralda, direttore generale dell'aeroporto di Alghero, sul piano-aeroporti al tavolo del ministro Corrado Passera e che già da oggi (venerdì) potrebbe essere discusso in consiglio dei ministri. Il manager Sogeaal ad Alguer.it rivela in generale la sua soddisfazione per il testo finale - approntato insieme all'Enac sulla base delle ricerche effettuate da OneWorks, Kpmg e Nomisma -, e in particolare per le sorti dello scalo algherese «che non è scomparso dalle carte geografiche».
Il piano, infatti, prevede un ridimensionamento importante: degli oltre 60 aeroporti operativi se ne salveranno circa la metà; così una buona parte degli scali minori spariranno o nel migliore dei casi passeranno sotto la tutela degli enti locali. Non corrono rischi l'Elmas, il Costa Smeralda e il Riviera del Corallo: «è stata considerata l'insularità - dice Peralda - e i ruoli diversi di ciascuno».
Cagliari nell'isola si conferma come aerostazione strategica, supportata dagli scali primari di Olbia con «il traffico turistico e business di alto profilo» e di Alghero con il low cost. «Un treno in corsa che stiamo gestendo» quello dei voli a basso costo per il direttore generale facendo intendere che si tratti di una partita difficile con pregi e difetti ereditati dalla precedente gestione «e che stiamo tentando di diversificare nell'offerta dei vettori diluendo il peso di Ryanair». Sul futuro del Riviera del Corallo Peralda non ha dubbi: «abbiamo una base molto più solida degli altri». Il confronto è soprattutto con Olbia che, salvo il traffico estivo, conta su un bacino d'utenza di 110/120mila utenti, contro i 420mila di Alghero (Cagliari batte tutti con cifre comprese tra gli 800 e 900mila ndr).
«Il Riviera del Corallo ha in assoluto più potenzialità residue» dice Peralda che non scommette sugli investimenti statali futuri. «D'altronde la sovvenzionale nazionale l'ha già avuta e con 57 milioni spesi c'è l'aeroporto che tutti potete vedere» sottolinea con ironia il manager, da sempre critico alla definizioni degli spazi della struttura. «Fortunatamente - conclude - il piano non tocca i 14 milioni e mezzo di euero dei Fondi Fas ormai in dirittura d'arrivo e con i quali cambieremo il volto di questo scalo».
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