Sullo scontro che ha interessato un vigile urbano indagherà la Magistratura. Farà luce sulle eventuali responsabilità dell´automobilista e del vigile in servizio. Il Sindaco: aspettiamo gli esiti, piena luce sull´accaduto
ALGHERO - Tutti gli atti sul tavolo della Procura, compresi i nominativi di alcuni testimoni e la relazione dei due pubblici ufficiali, che secondo alcune indiscrezioni parrebbe discostarsi, e non di poco, dalla versione raccontata dall'automobilista. Per scoprire quale sarà l'epilogo dello
scontro che sabato ha interessato un vigile urbano ed un ragazzo algherese, bisognerà attendere le risultanze delle indagini e il pronunciamento del giudice che valuterà le posizioni delle parti.
Intanto P.F., 29enne, va all'attacco, dichiarandosi «vittima di un’aggressione ingiusta da parte di un agente che mi ha letteralmente picchiato ed ammanettato solamente per essermi permesso di dirgli che qualora avesse provveduto ad elevarmi la contravvenzione per il divieto di sosta avrebbe dovuto fare altrettanto per le altre autovetture in sosta vietata». Dichiarazioni pesanti, che non mancheranno di essere messe agli atti del procedimento. «Non riesco a capacitarmi del perché l’agente abbia reagito in tale modo perdendo completamente il controllo della situazione - continua l'automobilista - tenuto conto, peraltro che, ancorché sbigottito, non ho frapposto alcuna resistenza né alle percosse né all’apposizione delle manette».
«Quando l’agente si è, probabilmente, reso conto di aver travalicato ogni potere di legge - precisa ancora il 29enne - ha visto bene di abbondarmi sul posto con le manette ai polsi tanto che mi son visto costretto a richiedere il soccorso di un tassista che gentilmente mi ha accompagnato presso il locale Commissariato di Polizia dove, tra l’incredulità generale dei poliziotti in servizio, mi son state tolte le manette dai polsi». Dello stesso avviso le dichiarazioni dell'avvocato Andrea Delias, legale nominato dall'automobilista, secondo il quale le risultanze delle investigazioni difensive parrebbero confermare la versione del suo assistito. «E’ di tutta evidenza che, se così fosse, rimetteremo le opportune valutazioni del fatto, che non si stenta a definire kafkiano, all’autorità giudiziaria che sarà chiamata a giudicare la liceità o meno della condotta posta in essere dal Pubblico Ufficiale».
Foto d'archivio
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