Brugnolo si concede la libertà di avvicinarsi al capolavoro sattiano da un punto di vista totalmente inedito rispetto alle interpretazioni più o meno sardiste a cui la critica regionale ci aveva abituato
ALGHERO - Sabato 14 maggio, alle 18:30, presso la Fondazione “G. Siotto” di Alghero, verrà presentato, insieme a Aldo Accardo e Antoni Arca, il libro di Stefano Brugnolo “L’idillio ansioso. Il giorno del giudizio di Salvatore Satta e la letteratura delle periferie”, edito da Avagliano di Cava de’ Tirreni. Il libro di Brugnolo, docente di Letterature comparate all’Università di Sassari, studia e analizza l’opera di Salvatore Satta collocandolo all’interno dei grandi percorsi internazionali. Non dovendo fare i conti con alcuna interpretazione della sardità, Brugnolo si concede la libertà di avvicinarsi al capolavoro sattiano da un punto di vista totalmente inedito rispetto alle interpretazioni più o meno sardiste a cui la critica regionale ci aveva abituato. L’opera di Satta, scopriamo, non è affatto un epico pamphlet dedicato alla critica della sardità, ma, “semplicemente”, un’opera letteraria che l’autore aveva scritto soltanto per sé. Non mediandola, cioè, attraverso i filtri di un “editing” poetico/artistico che ne avrebbe, probabilmente, smussato la vis polemica e, forse, accresciuto la forza lirica. Il giorno del giudizio è un romanzo “privato” e pubblicato postumo contro il parere del suo stesso autore, che si mette continuamente in discussione attraverso il racconto degli antieroi della propria infanzia e la partigianeria di una memoria che sa riconoscere soltanto gli aspetti negativi di una esistenza comunque negata dalla storia. Di fatto, Satta non parlava né di Nuoro né di Sardegna, soltanto li prendeva in prestito per raccontare la fatica di nascere e continuare ad esistere vivendo in una periferia che la modernità rende sempre più lontana dal centro. Qualunque cosa possa accadervi, sarà comunque disconosciuta e perennemente in ritardo. Soltanto nel Giorno del Giudizio la periferia eguaglierà il centro; ma sarà tutto inutile, allora. Ricordare, per chi vi è nato, avrà il senso di un idillio ansioso.
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