Preoccupato Marco Tedde che teme un sovraffollamento della struttura penitenziaria algherese, già gravata da problemi di capienza e personale
ALGHERO - «Per decenni la casa di pena di Alghero ha rappresentato un esempio virtuoso per l´intero sistema carcerario isolano e non solo, potendo vantare professionalità ed impegno non comuni che hanno fatto del "San Giovanni" un carcere modello. Oggi tutto questo rischia seriamente di essere perduto e disperso a causa delle condizioni letteralmente disumane nelle quali gli agenti operano con orari di lavoro massacranti che non consentono la regolare fruizione di ferie e riposi, ed una pressione psicologica difficile da gestire i cui negativi effetti riverberano inevitabilmente anche sulla popolazione carceraria».
Lo dichiara Marco Tedde, ex sindaco di Alghero, oggi consigliere comunale del Popolo della Libertà, alla notizia del
trasferimento di 25 detenuti nel carcere di Alghero. «Siamo alla vera e propria emergenza - dice - il problema del sovraffollamento e dell’organico asfittico rappresentano una triste e pericolosa realtà. Circostanze, queste, denunciate più volte con forza dai Sindacati della Polizia Penitenziaria. Ebbene, oggi queste tristi condizioni rischiano di
aggravarsi ulteriormente in quanto saranno trasferiti sabato 25 detenuti provenienti dall'Emilia».
Per gravi disagi causati dal terremoto è stato disposto un piano di alleggerimento degli istituti penitenziari nelle zone colpite. Un atto di solidarietà dovuto ma che la struttura carceraria algherese non può affrontare in quanto aumenta a dismisura la popolazione carceraria già eccessiva senza che, nel contempo, venga aumentato l’organico e vengano approntati locali idonei. Ciò peggiorerà in modo esponenziale le condizioni lavorative del personale, che già oggi è costretto a lavorare in condizioni di sicurezza di gran lunga lontane da quelle ideali e con un clima che affligge ed appesantisce ulteriormente la sofferenza di chi
vive la reclusione.
«E’ indispensabile che nelle more dell’elezione del nuovo Sindaco il Commissario Ing. Casula invochi un risolutivo intervento del Ministero finalizzato ad un consistente irrobustimento dell´organico impiegato che consenta alla struttura carceraria algherese di continuare a funzionare con i consueti livelli di eccellenza e secondo le capacità, le potenzialità e le professionalità che ancora oggi possiede. Diversamente - conclude Marco Tedde - si correrà il rischio che questa situazione emergenziale sfoci in vere e proprie tragedie, con gravissime responsabilità a carico del Ministero che pur conoscendo nel dettaglio la problematica ha omesso negligentemente di intervenire».
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