Giovedì mattina la Capitaneria di porto di Porto Torres ha organizzato un´esercitazione per verificare la prontezza e le capacità di intervento di uomini e mezzi destinati alla sicurezza degli impianti portuali
PORTO TORRES - Nelle prime ore di giovedì mattina, il porto di Porto Torres è stato teatro di un violento attacco terroristico. Nulla di più lontano dalla realtà - fortunatamente - si è solo trattato di una esercitazione che la Capitaneria di porto di Porto Torres ha organizzato per verificare la prontezza e le capacità di intervento di uomini e mezzi destinati alla sicurezza degli impianti portuali, come previsto dalla vigente normativa internazionale, europea e nazionale.
Alle 9:30 circa, gli addetti alla sicurezza del pontile Polimeri hanno avvertito la Sala Operativa della Guardia Costiera della presenza di un natante sospetto nelle vicinanze della nave carboniera ormeggiata nel porto industriale e, immediatamente, si sono attivate le procedure antiterrorismo, con l’intervento di pattuglie a terra e unità navali delle locali forze di polizia. Durante la simulazione, gli attentatori avrebbero fatto esplodere un ordigno, causando il danneggiamento della nave e l’inizio di un violento incendio con conseguente riversamento dei carburanti presenti a bordo nelle acque del porto.
La complessa situazione ha permesso di mettere alla prova i sistemi antincendio dell’impianto portuale e le modalità di intervento di uomini e mezzi impegnati nella lotta agli incendi e agli inquinamenti in porto. Le operazioni, coordinate dal Comandante della Capitaneria di porto, Marco Nobile, «hanno dato buoni risultati - si legge nella nota - evidenziando grande partecipazione e prontezza operativa dei soggetti impiegati e mettendo in luce alcuni elementi che necessiteranno, nell’immediato futuro, di lievi interventi correttivi volti a migliorare nel complesso la capacità di risposta ad eventi di questo tipo».
Nella foto: un'immagine della simulazione
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