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S.A.
5 aprile 2012
Voragine, stop allo scempio
Il Commissario Casula va oltre le polemiche che accompagnano l´iter del progetto sin dalla sua prima elaborazione e sospende il progetto della piattaforma nella spiaggia di san Giovanni. Sarà il nuovo consiglio comunale a decidere

ALGHERO - La realizzazione della discussa piattaforma della spiaggia di san Giovanni ad Alghero viene sospesa dal Commissario prefettizio Michele Casula che rinvia la definizione del progetto al nuovo esecutivo che si insedierà a partire dal prossimo maggio. L'opera - che consiste in una pedana in legno sull'arenile di circa mille metri quadri - è sempre stata accompagnata da accese polemiche in città, in particolare per l'effetto decisamente impattante sul litorale sabbioso di San Giovanni. Intanto proseguono i lavori nel terzo lotto del lungomare che con ogni probabilità verranno interrotti anche quest'anno quando si incrementerà il traffico turistico nella stagione estiva. Di seguito l'intervento integrale del Commissario:
Intervengo in relazione alle manifestazioni di perplessità e preoccupazione, espresse anche attraverso la stampa, per la realizzazione della pedana in legno sulla spiaggia di S. Giovanni, per assicurare che già da oltre un mese ho avviato, con dirigenti e tecnici dell’Amministrazione, una fase di approfondimento sulla questione, sviluppata in apposite riunioni. Devo preliminarmente chiarire che non rientra nei poteri del Commissario intervenire sui lavori appaltati dall’Amministrazione, né tantomeno bloccarli. Posso però garantire che da cagliaritano ancora in lutto per la perdita della spiaggia del Poetto, ho prestato da subito la massima attenzione al problema. Al momento, complice il patto di stabilità, si prevede che la realizzazione di questa parte dell’opera, che pure mi spiegano avere una sua logica nel progetto complessivo del nuovo Water – Front cittadino, avverrà alla fine degli altri lavori dell’appalto in questione. Nel frattempo, ritengo vadano valutate soluzioni alternative che privilegino il rispetto dell’ambiente e l’eliminazione del calcestruzzo di fondazione. Ciò naturalmente dovrà avvenire nel rispetto degli impegni contrattuali che l’Amministrazione intende onorare. La previsione ad esempio, di una fondazione di tipologia in legno rimovibile e lo spostamento alla fine dei lavori dell’eventuale realizzazione della piattaforma, renderebbe possibile l’immediato ripristino dei livelli della sabbia, lo spostamento della recinzione e la restituzione di questa porzione dell’arenile alla città per la prossima stagione balneare. In tal senso mi sto adoperando e mi adopererò fino al termine del mio incarico. Sull’effettiva realizzazione della pedana, poi, vi sarà tutto il tempo di ragionare, magari non sotto lo stress elettorale, e con la civiltà che questa comunità sta dimostrando di possedere, tenuto conto che l’appalto dei lavori è finanziato in prevalenza con fondi comunali, che la regola generale degli appalti pubblici consente alle amministrazioni di ridurre del 20% le opere da eseguire, e che il valore della “pedana” è abbondantemente inferiore a tale percentuale. L’obbiettivo, quindi, è quello di rendere fruibile l’arenile per l’imminente stagione e riservare alla prossima Amministrazione, legittimata dal suffragio popolare, la decisione sulla realizzazione della piattaforma, auspicabilmente senza utilizzo di calcestruzzo o di cemento.
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