Alla prospettiva del guardasigilli, Paola Severino, di riaprire il carcere sardo, ha risposto seccamente il Governatore Cappellacci che ha escluso l´ipotesi
CAGLIARI - «Occorre compiere una approfondita riflessione sull'opportunita' di riaprire gli istituti di Asinara e Pianosa, destinandoli ai detenuti sottoposti al 41bis, se cio' non comporta spese di ristrutturazione troppo elevate». La dichiarazione del guardasigilli, Paola Severino, durante l'audizione odierna alla commissione Antimafia ha creato le prime reazioni nel mondo politico sardo.
«Irricevibile» l'ha definita il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci. «La Sardegna – ha aggiunto - sta andando in tutt’altra direzione: quella di uno sviluppo turistico dell’isola basato su progetti sostenibili e compatibili con l’ambiente». Se il ministro della Giustizia ha ricordato che la legge prevede che i detenuti in 41bis siano collocati in «aree insulari» e che «i nuovi istituti a Cagliari e a Sassari che in parte saranno destinati a tale scopo», il Governatoreillustra tutta una serie di attività da realizzare nell'isolotto.
«Vogliamo che l’Asinara diventi l’emblema di uno sviluppo che porti non solo benessere economico ma anche un miglioramento della qualità della vita nel rispetto dei valori della società sarda. Non accetteremo – ha concluso il presidente della Regione - che tali attività siano messe in discussione in nome di proposte anacronistiche».
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