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Stefano Idili 12 aprile 2005
Tensione all’aeroporto, gravi accuse dei dipendenti alla Sogeaal
«Non è passato inosservato il recente appalto per l’affidamento dei servizi di manutenzione per il quale c’erano tanti partecipanti. Lo ha vinto l’Aristea, ma con una percentuale di ribasso che ha significato riduzione del personale della stessa Aristea con utilizzo immediato della cassa integrazione»


ALGHERO – Insorgono i dipendenti aeroportuali in difesa dei lavoratori Aristea. La situazione esplosiva, che si è creata nello scalo algherese, è stata palesata da un missiva firmata dalla maggior parte degli operai e impiegati che esercitano in aeroporto. Nella lettera inviata al presidente della Sogeaal, al presidente dell’Enac, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al presidente della Regione Sardegna, alla Sfirs, all’Amministrazione Provinciale, alla Camera di Commercio e ai Comuni di Sassari e Alghero, decidono coraggiosamente di rendere note alcune questioni riguardanti la Sogeaal, Società di Gestione dell’Aeroporto di Alghero, sulla quale, si legge che «emergono luci fosche che ne compromettono la stessa sopravvivenza».
I lavoratori, partendo da notizie non ancora rese pubbliche ma confermate negli ambienti solitamente bene informati, tengono a precisare che non vogliono riferirsi ai ritardi nel pagamento del canone di concessione demaniale che la Sogeaal deve corrispondere semestralmente al Ministero dei Trasporti, quanto alla notizia che «il credito di circa 2 milioni di euro che l’Aristea, società che effettua i lavori di manutenzione dello scalo ed assicura altri servizi per conto della Sogeaal, vanta nei suoi confronti». Nella lettera, i dipendenti firmatari, affermano che qualora il debito non dovesse essere riassorbito nel breve periodo, con l’ennesimo aumento di capitale sociale, si rischia di condizionare ogni scelta di indirizzo della Sogeaal e la stessa qualità del servizio. «Non è passato inosservato il recente appalto per l’affidamento dei servizi di manutenzione per il quale c’erano tanti partecipanti. Lo ha vinto l’Aristea, ma con una percentuale di ribasso che ha significato riduzione del personale della stessa Aristea con utilizzo immediato della cassa integrazione».
Questa notizia, che sarebbe in parte confermata dal tavolo aperto presso la Prefettura di Sassari per la procedura di raffreddamento della vertenza sindacale in atto in Aristea «denota il malessere strutturale nella Sogeaal - si legge ancora nella lettera scritta dal gruppo di lavoratori - dovuto a una gestione piuttosto avventurosa e non priva di risvolti di tipo clientelare, dal momento che i soci della Sogeaal sono enti pubblici e quindi facili a farsi influenzare circa le scelte occupative, disinteressandosi totalmente della loro congruità e delle necessità oggettive». I dipendenti Aristea evidenziano che i troppi errori gestionali rischiano di compromettere il cammino «a cominciare dalla nuova aerostazione, costata oltre 40 miliardi delle vecchie lire, la quale oltre ad evidenziare pecche innumerevoli ed importanti, se confrontata alle stesse opere realizzate negli altri aeroporti isolani, mostra delle sorprese incredibili: basta riferirsi alla nuova sala arrivi non fruibile per questioni di inagibilità degli spazi realizzati». A questo punto, vengono sollevate due ipotesi secondo le quali o il progetto era inadeguato, (lo ha fornito la Sea di Milano che lo aveva nel cassetto da un ventennio) o non sono bastati i saldi. E allora i dipendenti si chiedono: «Ma se il progetto era inadeguato, chi avrebbe dovuto autorizzarne l’utilizzo vagliandone l’adeguatezza? Se lo stanziamento non era adeguato, come mai a Olbia e Cagliari, per lo stesso importo, si sono costruite delle strutture che danno lustro a quei sistemi aeroportuali?». Nel proseguo si evidenzia un altro aspetto definito “emblematico e dai risvolti etici”, ovvero quello che interessa le indagini svolte sulle attività amministrative di Sogeaal, le quali, sostengono i dipendenti Aristea, «hanno determinato, con uno sbocco finale per niente soddisfacente per la stessa immagine gestionale della Sogeaal, una sentenza di «Non luogo a procedere» per mancanza di querela di parte. Formalmente il giudice non si è pronunciato sull’esito delle indagini, ma, come previsto dai codici di procedura, non ha rinviato gli imputati a giudizio perché, chi interessato alla correttezza amministrativa e gestionale della Sogeaal, e cioè il Consiglio di Amministrazione del tempo, non aveva ritenuto di formalizzare alcuna querela». I dipendenti aeroportuali continuano sostenendo che le finanze gestite da Sogeaal, società per azioni, ma con capitale interamente pubblico, sono assimilabili a denaro pubblico visto che gestisce beni e strutture demaniali attraverso le quali viene garantito un servizio pubblico essenziale per la Sardegna, e che i Soci di Sogeaal, dinanzi al temuto fallimento dell’azienda, hanno provveduto a ricapitalizzare il patrimonio a misura della loro quota di partecipazione alla Società, utilizzando le risorse dell’Ente di pertinenza. «Ci chiediamo – così si conclude la missiva - a quale titolo questi Soci hanno rinunciato al dovere essenziale di espletare, di fronte a qualsiasi ipotesi di presunta irregolarità, la loro funzione di Amministratori pubblici. In breve sintesi, a quale titolo la SFIRS, la Regione Sardegna, la Provincia di Sassari, la Camera di Commercio di Sassari, il Comune di Sassari e il Comune di Alghero hanno rinunciato, concordemente, a vedere chiaro tra le pieghe dell’attività amministrativa e gestionale della società da essi stessi amministrata per mezzo del consiglio di amministrazione».
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