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S.A. 23 febbraio 2012
«Nessuna emergenza precari allo Zooprofilattico»
«Non esiste un diritto al rinnovo automatico dei contratti come chiedono i sindacati – dice il direttore Antonello Usai – perché le ragioni della loro scadenza erano già contenute nei presupposti dell’assunzione, cioè l’emergenza» riferita ai casi della West Nile disease e di Quirra


SASSARI - «Non c’è alcuna “insensata ingiustizia” nella gestione dei dipendenti dell’Izs, come dicono le organizzazioni sindacali. Stiamo predisponendo il nuovo piano delle attività dell’Istituto sulla base delle esigenze dei laboratori e a breve definiremo un programma triennale del fabbisogno del personale».

Con queste parole il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, Antonello Usai, replica alla nota diffusa delle segreterie territoriali di Cgil, Cisl, Uil e Fials che avevano parlato di «grave situazione per il mancato rinnovo dei contratti dei lavoratori precari» dell’Izs. «Capiamo le aspettative legittime dei dipendenti a tempo, ma non esiste un diritto al rinnovo automatico dei contratti come chiedono i sindacati – dice Usai – perché le ragioni della loro scadenza erano già contenute nei presupposti dell’assunzione, cioè l’emergenza».

Infatti, nei mesi scorsi, ci siamo trovati di fronte all’arrivo della West Nile disease e a una grossa mole di esami sul Poligono di Quirra, circostanze che ci hanno indotto ad un potenziamento del personale a termine. Oggi queste emergenze sono meno stringenti e noi abbiamo il dovere di mettere da parte delle risorse nel caso in cui si ripresentassero o ne arrivassero delle nuove, come succede ciclicamente in Sardegna – prosegue il direttore -. Perciò abbiamo preferito non rinnovare alcuni contratti e predisporre invece una pianta organica che risolva in maniera definitiva la carenza di alcuni professionisti, come medici veterinari, chimici e biologi».

«Il ricorso al lavoro interinale è per definizione legato all’emergenza – precisa il direttore amministrativo, Giovanni Deriu - e il tetto massimo di 36 mesi per i contratti a termine previsto dalla legge è una potenzialità che in nessun caso può rappresentare un vincolo di durata del rapporto di lavoro». «Due anni fa sono stati stabilizzati 87 precari e noi abbiamo intenzione di proseguire sulla strada della qualificazione e della qualità del lavoro – conclude il direttore generale -. Ma lo dobbiamo fare sulla base delle reali esigenze dell’Istituto e dei laboratori, tenendo conto delle richieste della Regione, delle Asl e del Ministero della Salute in materia di controlli sanitari».
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18/1/2026
La richiesta principale è quella di completare le assunzioni previste, scorrere le graduatorie degli idonei e permettere un utilizzo inter-amministrativo delle competenze già selezionate, evitando nuovi concorsi costosi e ritardati



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