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S.A. 9 gennaio 2012
Carceri sarde: allarme sovraffollamento
In Sardegna 8 Istituti penitenziari su 12 sono sovraffollati per un totale di 2160 detenuti (58 donne) contro una capienza regolamentare di 2037 (53 donne). Un atto di coraggio del Parlamento lo chiede Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”


CAGLIARI - In Sardegna 8 Istituti penitenziari su 12 sono sovraffollati per un totale di 2160 detenuti (58 donne) contro una capienza regolamentare di 2037 (53 donne). La maggiore sofferenza si conferma nella Casa Circondariale di Cagliari dove ci sono 532 persone private della libertà 187 in più rispetto ai 345 posti letto (pari al 54,2% di esuberi). I dati, che fotografano la realtà regionale al 31 dicembre 2011, sono stati raccolti e diffusi dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.

«Numeri che confermano – sostiene Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” – la drammaticità della situazione detentiva del capoluogo e delle carceri della regione».
L’Istituto cagliaritano di Buoncammino registra infatti nella stessa data, una presenza di 188 imputati (8 donne) e 99 detenuti stranieri (9 donne), pari al 18,61%. Il record di stranieri, con 954 presenze distribuite nei 12 Penitenziari, spetta però alle Colonie agricole, prima fra tutte Mamone (Lodé) con 241 (86,38%). Seguono Is Arenas (Arbus) con 143 (79,89%) e Isili con 141 (74,60%).

Una consistente presenza di stranieri, prevalentemente extracomunitari, si registra a Macomer con 55 pari al 61,11%. La Casa Circondariale ospita peraltro il doppio dei detenuti rispetto alla capienza regolamentare ( 90 presenti contro i 46 posti disponibili). Non sta bene neanche Sassari dove il sovraffollamento riguarda le donne 22 contro le 12 regolamentari; gli uomini 189 anziché 178 ma soprattutto i cittadini imputati 90 (7 donne) su 211 ristretti. Nell’ex convento “San Daniele” di Lanusei i detenuti sono “solo” 6 in più rispetto alle norme (50 invece di 44) ma 16 sono in attesa di giudizio e 11 stranieri (pari al 22% ).

La Casa Circondariale di Piazza Mannu a Oristano ospita 115 detenuti (29 imputati) superando di gran lunga la capienza regolamentare di 86 posti letto e con 30 stranieri (26,09%). Niente di nuovo sotto il sole ma purtroppo – sottolinea la presidente di SDR – non c’è più sordo di chi non vuole sentire. «E’ evidente che tutti i provvedimenti tesi a ridurre la pressione detentiva sono utili. Serve però una decisa azione per consentire ai cittadini privati della libertà di vivere in condizioni dignitose e agli operatori penitenziari, a partire dagli Agenti di Polizia, di ridurre il peso della quotidiana emergenza».

E sottolinea: «l’attuazione dei domiciliari richiede tempi troppo lunghi. Occorre il rafforzamento della Magistratura di Sorveglianza e delle figure professionali necessarie per accelerare le pratiche. C’è il rischio che si ripeta il flop del precedente decreto anche per la tipologia dei detenuti spesso senza casa e senza famiglia, senza dimenticare gli anziani e gli ammalati». «Un’amnistia e un indulto sono diventati ineludibili altrimenti – conclude Caligaris – il problema del sovraffollamento e del grave malessere dentro le strutture penitenziarie continuerà a produrre storture e vittime».
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