Nel filone d´inchiesta sull´eolico in Sardegna il Pm ha chiesto che il governatore sardo sia processato per abuso d´ufficio. Chiesto il rinvio a giudizio anche per Denis Verdini, Marcello dell´Utri e Flavio Carboni. Il commento di Cappellacci sulla decisione della Procura di Roma
ROMA - La Procura di Roma, nell'ambito del filone d'inchiesta legato al business dell'eolico in Sardegna, ha chiesto il rinvio a giudizio del governatore Ugo Cappellacci, accusato di abuso d'ufficio in merito alla nomina di Ignazio Farris all'Agenzia regionale per l'Ambiente.
Nell'ambito della stessa inchiesta, nei mesi scorsi, era stata
archiviata la posizione del governatore sardo per l'accusa di corruzione. Per quanto riguarda la cosiddetta P3, i pm hanno sollecitato il processo per il coordinatore del Pdl, Denis Verdini, per il senatore Pdl Marcello dell'Utri e l'imprenditore sardo Flavio Carboni. Sono accusati, assieme ad altre 18 persone, di aver violato la legge Anselmi per aver partecipato a un'associazione «caratterizzata dalla segretezza degli scopi, dell'attività e della composizione del sodalizio e volta a condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale».
Cappellacci. «Confermo la serena fiducia nella magistratura, unitamente alla certezza di dimostrare l’assoluta correttezza del mio operato, sempre orientato al puntuale rispetto della legge. Le residue perplessità dei pubblici ministeri riguardano esclusivamente le modalità di nomina del presidente dell’Arpas e sono totalmente svincolate da qualsiasi collegamento con altre vicende». Così il presidente della Regione Ugo Cappellacci ha commentato la richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Roma. «Sono certo di poter dimostrare - ha ribadito - l’insussistenza anche della residua ipotesi di abuso d'ufficio, relativa a un procedimento amministrativo curato dagli uffici della Regione nella perfetta aderenza al dettato normativo nazionale e regionale».
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