Non finiscono con l´accusa di violenza sessuale di gruppo i guai per il 14enne rintracciato nei giorni scorsi in Piemonte e rientrato in Sardegna
ALGHERO - Non finiscono con l'accusa di violenza sessuale di gruppo i guai per il
14enne rintracciato nei giorni scorsi in Piemonte e rientrato in Sardegna scortato dalle Forze dell'ordine dopo mesi di latitanza. Venerdì mattina, infatti, i carabinieri di Alghero hanno notificato al giovane un nuovo provvedimento giudiziario per i reati di lesioni personali ed atti persecutori. I militari al comando di Gianluca Zara lo hanno raggiunto nella comunità alloggio in provincia di Nuoro, per notificargli il nuovo provvedimento cautelare.
I fatti si riferiscono al periodo tra febbraio e maggio scorsi; il 14enne si rese protagonista di una lunga sequela di insulti e minacce nei confronti di un coetaneo algherese, sia di persona quando si incontravano per strada o a scuola, sia su Facebook. Al culmine di questa azione persecutoria, la sera del 7 maggio il 14enne, spalleggiato dagli amici, avrebbe aggredito il poveretto con un bastone. La vittima, che già viveva in uno stato d’ansia ed era stato costretto a mutare le sue abitudini di vita, tanto da non uscire più da casa, fu soccorso e condotto in ospedale dove i medici lo medicarono delle lesioni riportate giudicandolo guaribile in 20 giorni.
Il giovane poi rivelò tutta la storia ai suoi genitori, sino a quel momento ignari e preoccupati per i problemi psicologici, all’apparenza inspiegabili, palesati dal loro figlio e decisero di sporgere denuncia ai carabinieri, che avviarono immediatamente le indagini. Il provvedimento della Procura dei minori di Sassari era stato già emesso lo scorso giugno, ma era rimasto inevaso per lo stato di latitanza del 14enne.
Foto d'archivio
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