Il Partito Democratico sardo si unisce ai sindacati e si scaglia contro la lettera d´intenti presentata dal Governo italiano a Bruxelles
CAGLIARI - Il Partito Democratico sardo si unisce ai
sindacati e si scaglia contro la lettera d'intenti presentata dal Governo italiano a Bruxelles. «L’unica cosa che il Governo Berlusconi ha saputo indicare chiaramente nella lettera all’Unione europea è il licenziamento senza possibilità di reintegro» dice il capogruppo in Regione Giampaolo Diana.
«E’ una scelta che testimonia ancora una volta - aggiunge - e se ce ne fosse bisogno, quanto è elevato il disprezzo del Governo per i diritti dei lavoratori». Sarebbero solo due - secondo il Pd regionale - gli obiettivi delle misure varate dall'esecutivo nazionale per salvarsi dalla crisi: «mortificare e vessare ulteriormente i lavoratori dipendenti che restano i soli a pagare il prezzo della crisi» e «distruggere la coesione sociale».
Se gli appelli al Governo non servono dice Diana, l'invito è rivolto a tutta l'opposizione «ad iniziare dal mio Partito l’azione di contrasto e si schierino al fianco di Cgil-Cisl e Uil, impegnati ad arginare la politica dissennata di questo Governo che ha il solo obiettivo di far
pagare la crisi al mondo del lavoro dipendente, senza chiedere nulla alle grandi rendite immobiliari e finanziarie che invece continuano a speculare».
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