Parte da Cagliari l´appello all´unita´ sindacale nazionale. Per lo sciopero generale dell´11 novembre i sindacati contano di portare a Cagliari 40 mila persone da tutta l´isola
CAGLIARI - Parte da Cagliari l'appello all'unita' sindacale nazionale. Unita' che deve confluire in uno sciopero contro la lettera d'intenti presentata mercoledì dal Governo italiano all'Unione Europea.
L'innalzamento del requisito anagrafico per uomini e donne nel 2026, riforma del diritto del lavoro con possibilità di licenziare per motivi economici nei contratti a tempo indeterminato e cinque miliardi di introiti dalla dismissione di patrimonio pubblico: sono alcune delle misure previste.
«La Sardegna e' l'unica regione che non ha mai rotto l'unita' sindacale», afferma Enzo Costa, segretario regionale Cgil, mentre Mario Medde, leader della Cisl sarda, definisce il documento di Berlusconi «un incitamento alla rivolta popolare stile paesi del Nord Africa». Intanto per lo sciopero generale dell'11 novembre dove i sindacati contano di portare a Cagliari 40 mila persone da tutta l'isola.
Commenti