Caro traghetti, collegamenti marittimi e aerei cancellati in una politica dei trasporti che dimentica il nord Sardegna. Lo sdegno dei cittadini nei commenti e la richiesta di un intervento urgente in Regione da parte del consigliere Pd Mario Bruno
ALGHERO - In un periodo storico dove i cittadini italiani devono convivere con i tagli e i sacrifici delle varie manovre elaborate (a ripetizione) per risollevare i conti dello Stato, i sardi, oltre quelli, devono a malincuore farne altri (di conti): essere sempre più abbandonati al loro destino in una politica dei trasporti sempre più deficitaria; in altre parole isolati e non solo isolani. Dopo il caro traghetti della scorsa estate che ha ridotto drasticamente le presenze turistiche, prosegue la serie negativa delle "strategie" sui collegamenti marittimi e aerei per il nord ovest dell'Isola. E così alla recente notizia della cancellazione della tratta
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Alghero-Milano Linate. Uno solo in partenza la mattina da Alghero (alle ore 6.40) e uno solo da Milano Linate (alle ore 21.45). Ne saltano due: quello proveniente dallo scalo milanese delle 9.05 e l'Alghero-Milano Linate delle ore 19.40.
Il coro dei cittadini non tarda a farsi sentire per descrivere lo sdegno, e si somma alla dura presa di posizione del segretario Fil-Cgil
Arnaldo Boeddu. Un passeggero con una prenotazione già in tasca racconta del messaggio appena ricevuto dalla cosiddetta compagnia di bandiera: «Alitalia, con un sms, mi ha appena comunicato che, il volo delle 19,40 del 1 Novembre 2011, viene annullato. In pratica, per quella giornata, rimarrà in essere solo il volo mattutino delle 6.40. Evitando di commentare l'ennesimo abuso-schiaffo nei confronti dei Sardi, vorrei sottolineare che quel giorno rappresenta l'ultimo di un ponte che vedrà il ritorno a casa di numerosi emigranti (oltre che turisti). Inoltre appare assurdo che, la decisione, venga comunicata con una settimana di anticipo quando ci sarebbe tutto il tempo per predisporre delle soluzioni alternative (non è un'emergenza imprevista dell'ultimo minuto)».
Come dargli torto. Ma non è il solo, c'è chi ricorda gli sforzi degli imprenditori a mantenere aperte le attività durante l'inverno e scrive: «Poi si lamentano quando dici che ti fanno passare tutta la fantasia di fare impresa in Sardegna»; o chi pensa alle trasferte delle squadre sportive; o chi commenta amaramente che ci troviamo di fronte al «progressivo svuotamento del significato della continuità territoriale». Ebbene sì, perché quando si parla di Alitalia o Tirrenia, si fa riferimento a due compagnie dove i maggiori investitori sono i contribuenti, ossia i cittadini, anche sardi naturalmente. E invece, come sottolinea il consigliere regionale del Pd, Mario Bruno, in una nota inviata all'assessore ai Trasporti Christian Solinas: «in questo contesto le compagnie aeree continuano ad operare in Sardegna nella più totale autonomia, mostrando un preoccupante distacco alla realtà in cui sono inserite e poca considerazione della nostra condizione di insularità». E speriamo che la risposta dai "palazzi" non sia di affidarci ai jet privati, come ai tempi in cui Maria Antonietta di Francia consigliava al popolo di mangiare croissant, quando oltre il castello non c'era nemmeno più il pane.
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