Arrestato Giuseppe Adamo, titolare degli Adamo Megastore presenti in varie filiali nell´isola. E´ stato arrestato martedì a Sassari con un blitz della Guardia di Finanza. L´accusa è di grave bancarotta fraudolenta con un passivo di 12 milioni di euro
ALGHERO - E' stato arrestato questa mattina (martedì) a Sassari Giuseppe Adamo, titolare degli Adamo Megastore, noto imprenditore nel settore dell'abbigliamento. Il provvedimento si è svolto nell'ambito dell'indagine denominata "Megastore", portata avanti dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari, in collaborazione con i militari del Nucleo turritano. I militari hanno agito nell'orario di apertura di uno dei locali del commerciante, nella zona di Predda Niedda. Con la massima discrezione e senza insospettire minimamente i clienti presenti, ignari dell’operazione in corso, le Fiamme Gialle hanno immediatamente fermato Adamo all’interno del negozio ed accompagnato presso la casa circondariale di Sassari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria inquirente.
L'imprenditore è da tempo al centro di una lunga e complessa indagine di polizia giudiziaria quale amministratore di due società, entrambe sottoposte a procedura fallimentare, ed è ora accusato di una grave bancarotta fraudolenta. Le indagini delle Fiamme Gialle, iniziate circa un anno fa', in esito alle vicende emerse dalla procedura fallimentare, hanno consentito di delineare una gestione aziendale apparentemente dissennata, con vendite anche sottocosto, spesso prive di un'adeguata giustificazione economica.
I punti vendita erano diffusi con filiali in numerose città tra cui Cagliari, Senorbì, Nuoro, Oristano, Alghero e Ghilarza. Il crac finanziario ha travolto come un fiume in piena entrambe le società con un plurimo fallimento e con un passivo complessivamente stimato di oltre 12 milioni di euro. L’accurata ricostruzione degli accadimenti contabili, svolta dai finanzieri cagliaritani, ha consentito di accertare come, attraverso ingegnose simulazioni di cessioni immobiliari, è stato distratto parte del patrimonio aziendale in favore di società estere aventi sede in Svizzera e a Panama.
Il commerciante, per eludere eventuali provvedimenti giudiziari, ha ceduto alle società straniere diversi immobili personali nonché capannoni e locali commerciali, che, ancora prima della cessione, erano stati artificiosamente utilizzati a garanzia di un precedente concordato preventivo. La manovra era stata predisposta attraverso la stipula ad hoc di promesse di vendita, a favore di una persona legata sentimentalmente all'arrestato, di un patrimonio immobiliare del valore complessivo di oltre 9 milioni di euro. E non solo, avrebbe formalmente ceduto le sue Ferrari ad un soggetto di nazionalità elvetica. Le indagini della Guardia di Finanza, tuttora in corso, mirano ad accertare l’identità dei soggetti celati dietro le società svizzere e panamensi che hanno aiutato il responsabile a dissimulare il possesso di elevati indici di ricchezza provento della propria attività.
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