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S.A. 21 ottobre 2011
«Turismo, un bagno di sangue»
Le tre proposte della Confesercenti alla Regione per un inversione di rotta dopo una stagione turistica deludente per gli imprenditori: una flotta sarda, un card per sconti e formazione per personale e datori di lavoro


ALGHERO - Calo abbastanza diffuso di presenze, con poche eccezioni; crollo dei fatturati durante la stagione estiva appena conclusa; malumore della clientela per i prezzi praticati dalle compagnie marittime: sono alcuni dei dati emersi nel sondaggio effettuato dal Centro di Assistenza Tecnica della Confesercenti Sardegna su 445 imprese sarde del settore turistico, in merito all’andamento della stagione estiva nell’Isola: 150 alberghi, 70 guide turistiche, 25 campeggi e 200 pubblici esercizi della ristorazione.

«È stato un bagno di sangue» ha commentato Marco Sulis, presidente regionale della Confesercenti, prima di illustrare i risultati del sondaggio: le presenze negli hotel sono diminuite per quasi il 62% degli operatori, nei campeggi il calo ha interessato il 93% dei casi. Per quanto riguarda ristoranti e bar, il numero dei clienti è diminuito per il 63% degli esercizi sardi. I risultati dell’indagine sono stati presentati da Carlo Amaduzzi, presidente regionale di Asshotel; Sandro Salerno, presidente dell’Assoturismo di Nuoro e Ogliastra; e Simonetta Caredda, delegata Fiepet Cagliari (settore ristorazione).

«Noi, però – ha sottolineato con forza Marco Sulis – non vogliamo fermarci a una mera elencazione di dati, e soprattutto non possiamo permetterci di essere delusi o, peggio ancora, arrabbiati. Noi siamo imprenditori, perciò dobbiamo reagire immediatamente alla crisi che c’è stata, è innegabile, e non è neppure terminata, e riportare la Sardegna ad essere la perla del Mediterraneo. Abbiamo tutte le potenzialità per riuscirci, ma non bastano più le sole risorse ambientali per attrarre i turisti». La conferenza stampa di oggi (venerdì), infatti, è servita a soprattutto a presentare tre proposte che la Confesercenti Sardegna gira alla Regione perché le faccia sue: istituzione di una vera flotta navale sarda, al di là delle sigle Tirrenia e Saremar.

A tal proposito la Confesercenti Sardegna sta portando avanti l’idea di un “private equity”, in modo tale che tutti i privati interessati (siano essi persone fisiche o imprese) possano parteciparvi. L’obiettivo finale è quello di capitalizzare – con una quota di maggioranza – la Flotta Sarda SpA che la Regione intende costituire. Ma le proposte non finiscano qua per l'associazione di categoria che lancia anche l'idea della Sardegna Tourist Card per sconti nelle attività convenzionate. Infine, Sulis e compagni invitano la Regione a investire sulla formazione del personale: «non parliamo di alta formazione, bensì della formazione spicciola, quella che si richiede a un front office: camerieri, commessi dei negozi, impiegati che lavorano negli sportelli a contatto con i turisti, devono conoscere almeno la lingua inglese».
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