Nell´udienza di convalida di stamane il giovane algherese si è avvalso della facoltà di non rispondere ma ha reso una dichiarazione spontanea mostrandosi sconcertato per l´esito tragico della lite. Il giovane rimarrà in carcere
SASSARI - Resta in carcere per ora il ragazzo algherese arrestato lunedì con l’accusa di
tentato omicidio nei confronti di un coetaneo. Il Giudice ha deciso di non concedere i domiciliari. Questa mattina (martedì) si è svolta l’udienza di convalida davanti al Giudice per le Indagini Preliminari, il Dott. Spanu. Davanti al Gip il giovane, assistito dai legali Elias Vacca e Danilo Mattana, avvalendosi della facoltà di non rispondere, si sarebbe limitato a fare una dichiarazione spontanea.
«Ma come sta il mio amico». La prima richiesta (peraltro ribadita più volte) dell’accusato nel sincerarsi delle condizioni di salute della vittima. L'aggressore avrebbe spiegato al Magistrato che si sarebbe trattato di una lite stupida e che mai si sarebbe aspettato che la situazione degenerasse in quel modo. I due ragazzi, infatti, sarebbero amici e quella sera erano usciti insieme in moto (con loro ci sarebbero stati anche altri compagni). Un diverbio, forse alterato dall’alcool, si sarebbe trasformato in un violento litigio con calci e pugni, fino a quando uno dei due non ha estratto il coltello (da cinque centimetri) a sua disposizione provocando una ferita molto rischiosa al torace della vittima.
Dopo la rissa, entrambi feriti, i due contendenti sarebbero stati caricati dagli altri e trasportati d'urgenza al Pronto Soccorso. La sorpresa è avvenuta qualche minuto dopo, quando al posto delle dimissioni dopo le ordinarie medicazioni, e di un eventuale chiarimento tra le parti in causa, i sanitari hanno svelato la diagnosi: pneumotorace e 25 giorni di prognosi. Ora si dovrà attendere la decisione del Giudice per l’eventuale concessione dei domiciliari.
ultima modifica ore 18
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