La Cgil di Sassari invita le istituzioni a rispettare i patti siglati nel maggio scorso tra Eni ed Enti Locali. Il passo successivoi sarà la ripresa della mobilitazione
PORTO TORRES - «Si operi immediatamente per garantire i diritti dei lavoratori coinvolti nella crisi del polo petrolchimico di Porto Torres, in particolare di quelli dell'indotto, o la Cgil riprenderà la mobilitazione, fino al ricorso alla competente autorità giudiziaria, per il rispetto dei patti siglati il 26 maggio scorso tra Eni ed enti locali davanti al governo».
Lo scrive il segretario della Camera del lavoro di Sassari, Antonio Rudas, in una lettera inviata al presidente della Regione Ugo Cappellacci, alla presidente della Provincia di Sassari Alessandra Giudici, ai sindaci di Sassari, Alghero e Porto Torres Gianfranco Ganau, Marco Tedde e Beniamino Scarpa, al presidente della Confindustria territoriale Pier Luigi Pinna e all'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni. «Per il 12 settembre scorso - ricorda Rudas - era stato fissato un incontro per fare il punto sulla situazione lavorativa nel petrolchimico, in particolare per la definizione dell'anagrafe delle imprese e delle maestranze coinvolte nella crisi».
«Era stato chiesto alla Provincia - prosegue il sindacalista - di interessarsi presso Eni sul reale numero dei lavoratori che avrebbero potuto trovare immediato impiego nelle attività preliminari per i lavori relativi alla cosiddetta “chimica verde”, che dovrebbe trovare spazio nel sito industriale turritano. L'importante riunione è stata tuttavia rinviata a data da destinarsi». Niente di definito, parrebbe, nemmeno per gli ammortizzatori sociali: «stamane nella sede provinciale di Confindustria si è tenuto un vertice per la sottoscrizione di un accordo per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali ma non si è potuto concretizzare per l'impossibilità della stessa Confindustria a fornire i numeri di propria competenza».
Un invito, dunque, da parte della Cgil di Sassari «a recuperare atteggiamenti più consoni e meno improvvisati allo scopo di gestire al meglio una vertenza delicatissima i cui esiti sono di primaria importanza per le condizioni economiche e sociali del territorio», ribadendo come siano «assolutamente imprescindibili il rispetto e la completa attuazione degli accordi sottoscritti lo scorso 26 maggio, con particolare riferimento all'addendum». «In caso contrario - avvisano - la ripresa della mobilitazione sarà inevitabile».
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