Si punta a una serie di emendamenti per salvare l´autonomia e la specialità sarda, dimezzando la sforbiciata agli enti locali e ripartendo in modo proporzionale i sacrifici chiesti alle Regioni
CAGLIARI - «Un’azione politica unitaria, forte e determinata per tagliare gli sprechi veri della politica, dare ossigeno agli strumenti di democrazia e assicurare risorse adeguate a quelle azioni fondamentali per lo sviluppo dei nostri territori». Così il presidente Ugo Cappellacci, ha sintetizzato il percorso finalizzato a richiamare l’attenzione della politica nazionale sulle questioni vissute quotidianamente dalle Regioni autonome, dalla Sardegna e dagli enti locali.
Si punta a una serie di emendamenti per salvare l'autonomia e la specialità sarda, dimezzando la sforbiciata agli enti locali e ripartendo in modo proporzionale i sacrifici chiesti alle Regioni. Su questa linea ci sarebbe l'accordo tra i parlamentari Pdl e il segretario nazionale Alfano. «Ho ritenuto doveroso – ha dichiarato Cappellacci al termine del vertice - studiare con i nostri parlamentari i possibili correttivi a una manovra che rischia di avere conseguenze estremamente negative per la nostra Isola. Il primo aspetto – ha aggiunto - è la lotta ai costi della politica: a quelli veri». Secondo il Governatore sardo: «sarà la nostra specialità e la nostra autonomia, che qualcuno vorrebbe porre in discussione, a consentirci di raggiungere risultati soddisfacenti in tempi ragionevolmente brevi».
Il secondo aspetto è quello di far respirare la democrazia. «In concreto – spiega Cappellacci -, se da un lato riteniamo necessario pronunciarci in maniera inequivocabile per la riduzione delle province, dall’altro vogliamo scegliere un nostro modello di governo del territorio che garantisca la rappresentanza, la partecipazione popolare, la nostra cultura e la nostra identità: la Sardegna deve articolarsi anche in quei piccoli comuni, che non possono certo essere additati come fonte di uno spreco che avviene altrove, che sono il primo punto di riferimento dei cittadini e il punto di partenza della nostra democrazia».
Il terzo aspetto è assicurare risorse adeguate per lo sviluppo dei territori. «Quando si parla di responsabilità - dice - è necessario assolutamente che siano garantite somme indispensabili per gli interventi necessari alla realizzazione di infrastrutture, materiali e immateriali, di cui la nostra Isola ha assoluto bisogno». Questo principio deve valere soprattutto quando l’azione quotidiana delle Regioni e degli enti locali non può essere pregiudicata dai limiti di un patto di stabilità particolarmente oneroso per le Regioni a Statuto Speciale. «Dalla riunione – ha concluso Cappellacci- è emersa altresì la volontà che questi incontri non abbiano carattere occasionale, ma sia attivato un percorso di confronto costante sulle grandi questioni che riguardano l'Isola».
Nella foto: Ugo Cappellacci
Commenti