Mario Bruno ricorda che le risorse ammontavano a due miliardi e quattrocentomilioni di euro per la Sardegna. «Mancano i fondi per gli ospedali»
CAGLIARI - «Dopo due anni e mezzo il Governo restituisce il maltolto. Le risorse Fas che ammontavano, inizialmente, a due miliardi e quattrocentomilioni di euro per la Sardegna vengono sbloccate per meno della metà di quanto dovuto. In particolare, per la Sassari-Olbia, viene “restituito” quanto già deliberato dal Cipe come anticipazione per 475 milioni di euro e poi revocato nell’Ottobre 2008». E' l'amara constatazione del capogruppo in Regione del Partito democratico, Mario Bruno, alla notizia dello sblocco di parte dei fondi Fas dovuti alla Sardegna dal
Cipe.
«Altrettanto si può affermare per l’Hub portuale di Porto Torres, già previsto nei finanziamenti per le opere collaterali del G8, stralciate dal Governo Berlusconi nel Marzo del 2009. Abbiamo in sostanza perso due anni», tuona l'onorevole algherese. Dopo lo scippo dei fondi Fas nazionali (per la Sardegna circa 4 miliardi in meno ), delle risorse della vertenza entrate (altri 4 miliardi netti finora dovuti ) e della mancata revisione dei vincoli del patto di stabilità, niente ci è stato regalato, ricorda.
«Ci è stato solo restituito, in minima parte, quanto dovuto ai sardi.
Restano, tra l’altro, ancora al palo gli interventi strategici per i nuovi ospedali previsti nel Piano Sanitario Regionale e per le Università, nonché altri importantissimi snodi infrastrutturali programmati dalla Giunta Soru e confermati nel Programma Attuativo Regionale rimodulato da Cappellacci nell’Agosto del 2009», ricorda Mario Bruno.
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