La richiesta di presidente e vicepresidente avviene in un documento congiunto sottoscritto stamane a Roma in una riunione convocata dal governatore della Sardegna per fare fronte comune con le altre regioni contro i tagli introdotti da Tremonti
CAGLIARI - Il vaso è colmo anche per
Cappellacci e il suo esecutivo che, dopo i tanti dietro-front del Governo nei confronti della Regione Sardegna, stavolta di fronte ad una manovra di questa portata, reclamano i diritti dei sardi, e alla loro "specialità".
«Le regioni a Statuto Speciale e le Province Autonome – hanno detto Cappellacci e La Spisa - pur non sottraendosi al concorso di risanamento dei conti pubblici, chiedono che ciò avvenga con il metodo del confronto bilaterale tra lo Stato e le autonomie Speciali (come previsto nella legge sul Federalismo fiscale). Per la Sardegna, poi, l’effetto della manovra si somma alle incertezze nella definizione del regime finanziario sardo, ancora in attesa dell’approvazione delle norme di attuazione da parte del Consiglio dei Ministri. Il percorso del federalismo fiscale sta procedendo senza la definizione di un reale impegno per la perequazione infrastrutturale».
La richiesta di presidente e vicepresidente avviene in un documento congiunto sottoscritto stamane (mercoledì) a Roma in una riunione convocata dal governatore della Sardegna per fare fronte comune (con le altre regioni a Statuto Speciale e le Province Autonome ndr) contro i tagli introdotti da Tremonti.
Nella foto: Ugo Cappellacci e Giorgio La Spisa
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