Su di lui pendeva una condanna definitiva a 18 anni di carcere perche ritenuto destinatario di 3 Kg di cocaina purissima sequestrata il 14 settembre 2001 da personale del Commissariato di Alghero
ALGHERO - Nella serata odierna (giovedì), l'ex latitante Mauro Ortu (
nella foto), di Guasila, 41enne - destinatario di provvedimento di cattura internazionale in ragione di un ordine di esecuzione per la carcerazione ad una pena detentiva pari ad anni 18 e mesi 6 di reclusione, per reati inerenti il traffico internazionale di stupefacenti - sarà estradato in Italia dove giungerà a Roma, con volo internazionale, proveniente da Mosca, scortato da personale dell'Interpol. Dopo la notifica del provvedimento di cattura, l'ex latitante sarà rinchiuso presso la Casa Circondariale Rebibbia di Roma. Nel corso del 2010, le Sezioni Criminalità Organizzata delle Squadre Mobili di Cagliari e Sassari e la Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Alghero, hanno effettuato un'attività investigativa finalizzata alla cattura del malvivente.
Il 41enne, latitante dal 2004, compare in numerose indagini del passato concernenti l'importazione in Sardegna di ingenti quantitativi di stupefacente (eroina, cocaina e hashish) e ritenuto in grado di intrattenere rapporti illeciti direttamente con le organizzazioni criminali della penisola (in particolare la 'ndrangheta) e con consorterie criminali radicate in altre nazioni europee, in Medio Oriente e nel Sud America. La condanna a 18 anni di reclusione fu inflitta dalla Corte d'Appello del Tribunale di Sassari, confermata dalla Corte di Cassazione, in quanto individuato come il destinatario di 3 Kg di cocaina purissima sequestrata il 14 settembre 2001 da personale del Commissariato di Alghero - nell'ambito dell'operazione denominata “Camoscio 2” - a Costadura Antonio e Lo Giudice Priolo Patrizia.
I due, arrestati e giudicati separatamente, sono due cittadini di nazionalità belga giunti il giorno precedente in Sardegna per mezzo della motonave Tirrenia sulla tratta Genova - Porto Torres. Lo stupefacente fu rinvenuto occultato all'interno di un'autovettura Skoda Octavia, noleggiata in Belgio, con cui avevano raggiunto Genova per poi imbarcarsi per la Sardegna. Per tale fatto fu tratto in arresto, oltre ai predetti corrieri, anche un altro cittadino di Guasila Porru Marco, ritenuto complice nell'importazione dello stupefacente. All'epoca l'attività investigativa della polizia giudiziaria permise di appurare che il destinatario finale dello stupefacente sequestrato era proprio l'ex latitante che, per tale fatto, fu condannato appunto a 18 anni di reclusione, pena divenuta definitiva nel 2004 con valenza in ambito internazionale.
Dopo complesse e articolate indagini - coordinate dal Sostituto Procuratore dr. Michele Incani, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari - fondate soprattutto sull'analisi di tabulati di traffico telefonico riferiti ad un periodo piuttosto prolungato, e ad un'intensa attività investigativa supportata da intercettazioni telefoniche e telematiche, era stato accertato, dapprima, che il 41nne aveva trovato riparo in una imprecisata località della Federazione Russa, e successivamente è stata individuata l'esatta abitazione utilizzata dal latitante. Era stato individuato nella città di Yaroslavl dove conviveva con la fidanzata russa e dalla quale aveva avuto, nel novembre 2009, una figlia. Sulla base di tale importante risultato investigativo si è generata una stretta sinergia tra gli inquirenti della Polizia Italiana e la Polizia Russa, coordinato dall'Interpol, in contatto con l'ufficiale italiano di collegamento a Mosca, e dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato.
Dopo aver inviato alle autorità russe, per il tramite della Procura Generale presso la Corte di Appello di Sassari, un copioso dossier, interamente tradotto in lingua madre, alle ore 19.50 di sabato 23 ottobre 2010, avuto ulteriore riscontro che l'uomo si trovava effettivamente all'interno dell'abitazione, forze speciali della polizia di Yaroslavl hanno fatto irruzione all'interno dell'appartamento arrestando il latitante, il quale è stato trovato in possesso anche di una patente e di una carta d'identità a lui intestate. Durante le fasi dell'arresto, Mauro ortu non avrebbe opposto resistenza, data anche la presenza della figlia infante, ed è quindi stato associato in una struttura carceraria della Federazione Russa in attesa della definizione delle pratiche autorizzative all'estradizione verso il territorio italiano realizzatasi per l'appunto nella serata di giovedì.
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