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Sassari NewsnotiziealgheroPoliticaSicurezza › Carceri isolane. Interviene il parlamentare algherese Francesco Carboni
Red 24 febbraio 2005
Carceri isolane
Interviene il parlamentare algherese Francesco Carboni
«Finalmente il Consiglio Regionale si fa carico di un problema drammatico che coinvolge non solo il detenuto, privandolo di fondamentali diritti, ma i familiari e tutti gli operatori del sistema, costretti ad operare in condizioni di estrema difficoltà. Prenderò contatto con il Presidente, on. Pisu, per assicurargli la mia disponibilità ad un´azione comune»


ALGHERO - «Intervengo sul tema delle carceri isolane, con l´intendimento di fornire un contributo di conoscenza, per l´esperienza maturata, nel corso di questa e della precedente legislatura, nel Comitato per i problemi penitenziari della Commissione Giustizia della Camera dei deputati».
Così Francesco Carboni, Deputato algherese alla sua seconda legislatura e componente della seconda Commissione permanente Giustizia dal 28 luglio 1998, dopo l’allarme lanciato dall’on. Pisu, Presidente della seconda Commissione del Consiglio Regionale, quella dei Diritti Civili, nella conferenza stampa in cui ha illustrato la risoluzione sul sistema carcerario in Sardegna, approvata all´unanimità dall´organismo consiliare il 16 febbraio scorso.
«Il sistema penitenziario regionale, dopo la chiusura della Casa di reclusione de L´Asinara, è composto da dodici istituti: quattro case di reclusione: Alghero, Is Arenasa, Isili, Mamone; otto case circondariali: Cagliari, Iglesias, Lanusei, Macomer, Nuoro, Oristano, Sassari, Tempio Pausania. Il sistema è integrato dai Centri di servizio sociale per adulti di Cagliari, Nuoro e Sassari. Il riferimento giurisdizionale è costituito dai Tribunali di sorveglianza di Cagliari e Sassari. Il sistema minorile è incentrato sull´istituto di Cagliari - Quartucciu, ove, pure, hanno sede il Centro per la giustizia minorile e quello di prima accoglienza; l´Ufficio di servizio sociale per i minorenni ha, invece, sede in Cagliari. Il riferimento giurisdizionale è costituito dai Tribunali per i Minorenni di Cagliari e Sassari».
«La situazione del sistema penitenziario isolano è drammatica sotto ogni aspetto: il numero delle persone "ospitate" è di gran lunga superiore a quello massimo consentito, soprattutto negli istituti dei capoluoghi provinciali; il servizio sanitario è carente per la riduzione delle risorse (-30% con l´ultima finanziaria); il personale della Polizia penitenziaria è costretto a turni di lavoro massacranti; gli operatori del trattamento sono in numero insufficiente. Tuttavia, se pur venissero portati a soluzione i problemi che ho elencato, non si raggiungerebbero migliori condizioni in gran parte degli istituti per la verificata inidoneità a potervi programmare qualsiasi attività trattamentale».
«Per queste ragioni l´on. Fassino, Ministro della giustizia nella scorsa legislatura, aveva dato un forte impulso in diverse direzioni: passaggio della sanità penitenziaria nel servizio sanitario nazionale; mantenimento in organico del personale ausiliario del Corpo della Polizia penitenziaria; avvio delle procedura concorsuali per l´assunzione di 600 operatori del trattamento; inserimento degli istituti di Cagliari, Sassari, Oristano, Tempio Pausania e Lanusei nell´elenco dei ventuno istituti da dimettere, con il finanziamento mirato di 450 miliardi, stanziato con l´ultima finanziaria della scorsa legislatura».
«Con il governo di centro destra e con la sciagurata azione politica del Ministro Castelli le condizioni sono progressivamente peggiorate: vi è stata la progressiva riduzione degli stanziamenti in ogni settore; gli stanziamenti per la costruzione di nuovi istituti sono stati stornati per favorire il perseguimento di altri obbiettivi; sono state bloccate tutte le assunzioni; solo nel corso del corrente anno sono state avviate le procedure concorsuali per l´assunzione degli operatori del trattamento».
«Deve essere, quindi, salutata con favore l´iniziativa della Commissione dei diritti civili, poiché, finalmente, il Consiglio Regionale si fa carico di un problema drammatico che coinvolge non solo il cittadino detenuto, privandolo di fondamentali diritti, ma anche i familiari e tutti gli operatori del sistema, costretti ad operare in condizioni di estrema difficoltà».
In conclusione l’on. Francesco Carboni si auspica che l´azione positiva intrapresa non venga arrestata e si prefigge di prendere contatto con il Presidente, on. Pisu, per assicurargli la sua disponibilità ad un´azione comune.
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