Comunicato stampa della segreteria generale della Cgil di Sassari sulle recenti prese di posizione in merito al protocollo d´intesa sulla chimica verde a Porto Torres
SASSARI - «A quanto pare la Cgil di Sassari non è l'unico soggetto che rileva criticità per un accordo che, per quanto condivisibile in relazione agli investimenti che propone, lo è molto di meno per le garanzie che non prevede». Così il segretario generale territoriale della Cgil di Sassari, Antonio Rudas, commenta le recenti critiche al protocollo d'intesa siglato con Eni-Novamont per la realizzazione dei nuovi impianti nel polo petrolchimico di Porto Torres.
«Se fossero vere le preoccupazioni circa la realizzazione di impianti di incenerimento e/o trattamento di rifiuti e materiali di scarto realizzati nei processi produttivi degli altri cracking - aggiunge Rudas - allora sarebbe più che normale chiedersi se la Regione Sardegna, che ha spinto gli enti locali ha firmare il protocollo senza lasciare loro il tempo necessario per valutarlo in tutte le sue parti, è intenzionata a chiarire immediatamente questo aspetto. Ma soprattutto a indicare con esattezza e senza reticenze l'effettiva natura delle bio-masse che si vorrebbero impiegare nelle nuove produzioni degli impianti di Porto Torres».
«E' legittimo chiedersi perché un accordo così complesso venga accettato attraverso un'intesa-lampo da prendere o lasciare - conclude il segretario della Cgil - ma l'unico alleato della verità è il tempo. Per quanto ci riguarda, auspichiamo che al tavolo del prossimo 22 giugno, convocato dalla Regione senza che la Camera del lavoro territoriale abbia ricevuto l'invito, si trovino i modi e i tempi per garantire l'occupazione del sito industriale».
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