Urge una politica finalizzata alla valorizzazione di una delle colture più largamente diffuse nel nostro territorio. La grande tradizione olivicola algherese merita d’essere finalmente riconosciuta, evitando che sia spacciato come nostrano olio tunisino o spagnolo. Il primo passo è l’etichettatura sull’origine
ALGHERO - L’olivo è da sempre la coltura che nel territorio algherese, insieme alla vite, dà le maggiori soddisfazioni. Di più antica e facile coltivazione, non ha ancora goduto, però, delle attenzioni contrariamente riservate a quest’ultima. Il grosso lavoro svolto ormai da un decennio sulla vite, ha infatti contribuito in maniera determinante alla valorizzazione di tutto il comparto vitivinicolo, con la nascita di nuove produzioni, nuova ricerca e nuovi finanziatori. Anche il territorio algherese, già da anni, si avvale dell’IGT – Indicazione Geografica Tipica – che garantisce prodotti ottenuti dalle nostre terre, con caratteristiche tipiche della nostra storia. Svariati vitigni algheresi, oggi, si fregiano della Denominazione di Origine Controllata, garantendo il consumatore e valorizzando allo stesso tempo produzioni e territorio.
A partire dal 1992 l´Unione Europea ha iniziato una difficile opera di costruzione di un quadro comune di segni di qualità, tendenti ad individuare, proteggere ed esaltare le caratteristiche naturali dei prodotti agro-alimentari, tra cui gli oli extravergini di oliva, che a buon diritto sono identificati con prestigiosi nomi geografici delle aree olivicole ad alta vocazione.
Ad Alghero, nonostante la lieve riduzione delle superfici olivettate registrata nell’ultimo decennio a discapito dello sviluppo urbano, la coltivazione occupa ancora un posto di tutto riguardo nel comparto agricolo territoriale. Tanti piccoli e medi produttori attendono di poter finalmente etichettare le proprie produzioni scrivendo chiaramente la provenienza delle olive.
Alghero ed il suo territorio sono sempre stati di grande vocazione olivicola. Le peculiarità delle nostre terre e le caratteristiche climatiche particolarmente favorevoli, unite alla dimestichezza ormai secolare nella pratica agronomica della coltivazione, vanno assolutamente riconosciute e valorizzate. Il primo passo, non può che essere, l’etichettatura sull’origine.
A marzo 2003, sono state registrate in ambito comunitario 24 denominazioni italiane di oli extravergini di oliva DOP – Denominazione di Origine Protetta – ed una IGP – Indicazione Geografica Protetta –. Altre 8 denominazioni si trovano in attesa presso la Commissione Europea e un totale di 21 denominazioni si trovano tra i prodotti in attesa presso il Mipaf (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali). Purtroppo, fra queste, nessuna riguarda le produzioni algheresi.
Sarebbe auspicabile che, in un futuro non troppo lontano, anche Alghero ed il suo territorio, possano trovare riconosciute le proprie peculiarità in campo olivicolo, per non perdere ancora terreno rispetto ai principali concorrenti. Politiche di valorizzazione del territorio non possono che passare per la scoperta delle proprie peculiari caratteristiche, siano esse storiche, artistiche, culturali o territoriali.
Nonostante l’eccezionale annata oleicola che anche il territorio algherese ha vissuto, il 2004 si ricorderà per il calo record nel prezzo pagato agli imprenditori agricoli. Secondo i dati recentemente diramati dall’ISMEA – Istituto per studi, ricerche ed informazioni sul mercato agricolo – il calo registrato si attesta pari al 12% su scala nazionale.
«Servono perciò scelte di trasparenza come l´obbligo di indicare in etichetta l´origine delle olive impiegate nell´extravergine commercializzato, per impedire che sia spacciato come Made in Italy, quello ottenuto dalla spremitura di olive tunisine o spagnole, come è stato recentemente denunciato sui mercati nazionali ed esteri». E´ quanto afferma anche la Coldiretti in campo nazionale, auspicandosi che l´Italia possa, al più presto, rispondere con l´attuazione della legge 204/2004 che prevede l´obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti i prodotti agricoli di base utilizzati.
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