Si trova ora ristretto presso la Casa Circondariale di Sassari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Determinanti le indagini del Commissariato di Alghero
ALGHERO - Lo scorso 6 gennaio 2011, La Squadra Volante del Commissariato di Alghero era intervenuta in via XX settembre presso il bar Savoj. Durante la notte, infatti, ignoti erano riusciti ad accedere all’interno del locale ed avevano scassinato le “slot machine”, asportando il contenuto in monete per un valore di circa 2.000 euro. La ricostruzione degli eventi ha consentito di tracciare il percorso scelto dai ladri che avevano avuto accesso dal locale interrato attraverso la rimozione di una grata metallica posta sul marciapiede nel lato posteriore dell’esercizio.
L’evento si colloca nell’ambito di una serie di furti della stessa specie, commessi in Alghero ai danni di esercizi commerciali tutti dotati di strumenti per il gioco elettronico, sui quali la Squadra Volante del Commissariato sta svolgendo un’attività investigativa e di prevenzione. Le indagini degli uomini di Valter Cossu si sono sviluppate in modo tradizionale nel contesto locale, focalizzando l’attenzione verso un gruppo di giovani con precedenti specifici per reati contro il patrimonio, già oggetto di osservazione da parte della Squadra Volante che aveva monitorato i loro spostamenti cogliendo delle significative coincidenze.
L’attenzione degli investigatori è cadta in particolare su un giovane 30enne algherese, già responsabile di un analogo furto commesso a Sassari nello stesso periodo, M.M., di professione elettricista. A suo carico, la Squadra Volante ha raccolto elementi probatori determinanti per riconoscerlo quale responsabile del furto commesso presso il Savoj, denunciandolo alla Procura della Repubblica per il reato di furto aggravato. Il pubblico Ministero, dr. Giovanni Porcheddu, ha richiesto ed ottenuto dal Gip un provvedimento restrittivo di custodia cautelare in carcere eseguito nel pomeriggio di lunedì dalla Squadra Volante del Commissariato di Alghero. Il 30enne si trova quindi ristretto presso la Casa Circondariale di Sassari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Foto d'archivio
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